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28/11/2017

Firenze: “Lana, seta, pittura”, l’arte tessile nel Trecento

Un prestito eccezionale apre la mostra “Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento. Lana, seta, pittura” in programma presso la Galleria dell’Accademia di Firenze dal 5 dicembre al 18 marzo 2018. Si tratta di un vestitino in lana prestato dal National Museum di Copenhagen, confezionato sulla metà del XIV secolo per una bambina e recuperato dagli archeologi in Groenlandia. Esso si pone idealmente alla fonte del gusto occidentale per l’abbigliamento e lo sviluppo del concetto di “moda”, ai giorni nostri uno dei motori fondamentali dell’economia del Paese. L’esposizione, ideata e curata da Cecilie Hollberg, mostra, infatti, l’importanza dell’arte tessile a Firenze nel Trecento, sia dal punto di vista economico che nel campo della produzione artistica e nei costumi della società del tempo. La piccola veste proviene da scavi condotti nel 1921 a Herjolfnaes sulla costa orientale della Groenlandia, che portarono al rinvenimento di un cospicuo numero di costumi, databili per la maggior parte al Trecento. L’abitino era probabilmente confezionato per una bambina di tre anni: il busto e le maniche sono strette, mentre la parte inferiore si allarga verso il fondo grazie all’inserzione di due gheroni triangolari davanti e due dietro, posti al centro della figura. Il tessuto, costruito con una lana locale lavorata su di un telaio verticale a intreccio classico, aveva in origine un ordito grigio e una trama bianca, privi di tintura.
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