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13/12/2010

Roma: Piermarini dopo 40 anni esegue integrale di Bach

Giandomenico Piermarini, organista, concertista, docente, a 40 anni dalle performance di Fernando Germani, presenterà quattordici concerti dedicati all'esecuzione integrale delle opere per organo di Johann Sebastian Bach. Il primo concerto si terrà il 23 dicembre a Roma nella Chiesa di S. Ignazio di Loyola (in Via del Caravita 8a) alle 19, quindi il 30 dicembre, poi il 13 gennaio ed infine il 27 gennaio sempre nellostesso luogo e alla medesima ora, per poi riprendere a marzo, maggio, ottobre e novembre 2011 fino al quattordicesimo concerto. «Dopo il restauro del grande organo Tamburini nella chiesa di S. Ignazio i Padri Gesuiti hanno pensato di riproporre l'esecuzione integrale dell'opera organistica di Bach. Per parecchi decenni a portare avanti questa 'tradizione' è stato il grande concertista Fernando Germani ma, una volta ritiratosi dall'attività di maestro, nessuno a S. Ignazio lo ha più fatto. In questa iniziativa vi è dunque anche un omaggio alla 'tradizione' di un tempo in cui la cultura musicale sembrava poter contare su una fascia ben più ampia di fruitori di oggi. È sembrato naturale così riproporre l'organizzazione di questa 'integrale' in quattordici concerti rispettando per ciascuno di essi il programma che veniva presentato dal Germani».«Siamo ben consapevoli delle implicazioni musicologiche nel riproporre una manifestazione in cui, a vari decenni dalla sua ideazione, diverse delle composizioni in programma col progresso degli studi specialistici hanno perso la 'paternità' bachiana", dice l'organista. «Ci siamo tutti trovati d'accordo però – spiega – nel voler privilegiare l'aspetto tradizionale e celebrativo rispetto a quello rigorosamente storico. Si è quindi preferito lasciare il programma così com'era sempre stato in passato (seppure con l'aggiunta dei corali di recente scoperta), considerando quale fine culturale della manifestazione la testimonianza sia della ricchissima e profonda produzione di Bach e sia della interessante e varia letteratura organistica 'minore' a lui contemporanea». «Un po' dunque – dice Piermarini – un'operazione 'nostalgia' che spero possa essere gradita da quanti come me (e speriamo non solo) in passato erano usi ad uscire per andarsi a cercar anche l'arte e la cultura nei luoghi dove le si possono trovare da sempre».

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