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4/8/2012

Da Volpedo a Tortona, vita e opere di Giuseppe Pellizza

Un itinerario in provincia di Alessandria sulle tracce del pittore: si comincia dai luoghi in cui lavorò e che lo ispirarono per poi ammirare un ricco corpus dei suoi dipinti nella nuova esposizione permanente dedicata al Divisionismo


Volpedo, lo studio | Volpedo, la piazza del “Quarto Stato” | Tortona, la Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio

Sul finire dell’Ottocento, Giuseppe Pellizza da Volpedo (Volpedo, 28 luglio 1868 - 14 giugno 1907) si distinse come uno dei più attenti osservatori della realtà e delle trasformazioni della società, rappresentate nelle sue opere con un sentimento sincero e privo di sentimentalismi.
 
L’artista proveniva da una famiglia di piccoli proprietari terrieri. Suo padre Pietro, fervente garibaldino, seppe riconoscere il talento del suo unico figlio maschio, assecondandone la vocazione. Così, su suggerimento di Alberto e Vittore Grubicy, fu iscritto all’Accademia di Belle Arti di Milano, divenendo allievo di Giuseppe Puricelli e successivamente di Pio Sanquirico, nonché di Francesco Hayez e Giuseppe Bertini. Terminati gli studi nel 1887, Pellizza soggiornò a Roma e Firenze, frequentando la scuola di Giovanni Fattori, per proseguire la formazione  a Bergamo, all’Accademia di Carrara, con Cesare Tallone, un innovatore del genere del ritratto, che insegnava ai suoi allievi a prestare massima attenzione al dettaglio reale, per riprodurre i soggetti con verità e minuzia. In quel periodo, l’artista aveva stretto amicizia con Silvestro Lega, subendo in parte l’influenza della pittura macchiaiola.
 
Legato più di ogni altra cosa alla natura e al paesaggio, il pittore decise di tornare a vivere nel suo paese natio, stabilendosi a Volpedo (Alessandria), per dedicarsi alla sua attività creativa in isolamento e raggiungere quel rinnovamento dell’arte che tanto agognava, apponendo da quel momento nelle sue opere, a mo’ di firma, “da Volpedo”. Circondato dal suo nucleo familiare, accanto al padre e alla moglie Teresa Bidone, sposata nel 1892 e amata intensamente, approfondì  le sue ricerche, allontanandosi di tanto in tanto per confrontarsi con il clima e con le idee che si sviluppavano nei grandi centri artistici di quegli anni, tra Milano, Firenze, Roma e, soprattutto, Parigi, dove si recò per la prima volta nel dicembre del 1889, in occasione dell'Esposizione Universale. 
 
Nel corso della sua breve carriera, tragicamente interrotta all’età di trentanove anni, l’artista subì in una prima fase il fascino dello studio delle figure, per spostare successivamente la sua attenzione al paesaggio, stimolato in questo da Fattori, che lo sollecitò a esercitarsi negli studi della campagna e a volgere, quindi, il suo interesse al realismo sociale e all’opera di Jules Bastien  Lepage, pittore francese  legato al mondo rurale, che lasciò un’impronta nella sua produzione. Il percorso artistico di Pellizza è segnato da una fase impressionista, come dichiarava lui stesso, e da una divisionista, cui giunse dopo essersi confrontato con Segantini, Morbelli e Longoni e di cui fu un convinto sostenitore, reputandola la tecnica più idonea alla rappresentazione del dato naturale. A stroncare definitivamente i suoi sogni d’arte e di successo, fu, però, un lutto in famiglia: proprio nel momento in cui l’artista stava sfiorando il successo dopo anni di sforzi dedicati all’arte, la moglie morì a causa delle complicanze del parto. In un solo giorno, Pellizza perse l’amatissima Teresa e  il figlio terzogenito. Scosso da un dolore terribile, Pellizza entrò in uno stato depressivo che spense in lui ogni impulso vitale, portandolo al suicidio, nel proprio studio, la mattina del 14 giugno del 1907.
 
Tra il 2000 e il 2001,  il Comune di Volpedo ha deciso di rendere omaggio all’artista, dedicandogli un itinerario dal titolo “Luoghi pellizziani”, che si snoda tra le strade del paese, come un museo en plein air. Per far rivivere al visitatore l’atmosfera ottocentesca e farlo tornare al tempo del pittore, sono state posizionate nelle strade del paese dieci riproduzioni di grande formato, collocate nei punti che diedero un tempo ispirazione per i suoi dipinti. Il percorso realizzato dal Comune di Volpedo, dalla Provincia di Alessandria e dalla Regione Piemonte è articolato in alcune sedi, quali lo Studio dell’artista, in via Rosano 1, dove è conservato il cavalletto, la Piazza del Quarto Stato, dove si trova il Museo Didattico “Pellizza”, allestito nel Palazzo del Torraglio, la Casa Natale di Pellizza, dove l’artista trascorse l’infanzia e dove da adulto visse con la sua famiglia; al tempo stesso, l’itinerario si sofferma sui luoghi che colpirono l’artista, dando vita a opere come Piazza di Volpedo (1888) e Volpedo la domenica mattina (1891). Ancora, il paese ospita, nella Chiesa Parrocchiale, un San Luigino (1894), commissionato all’artista dal parroco, di cui si ammira una prima versione nello studio.
 
Il percorso qui proposto si sofferma in due di queste tappe: lo studio e la Piazza del Quarto Stato, per poi spingersi fino a Tortona, in quanto la Pinacoteca della Fondazione della Cassa di Risparmio possiede alcune delle opere più importanti della sua produzione, che ripercorrono momenti fondamentali della sua carriera. 
Giuseppe Pellizza da Volpedo
Giuseppe Pellizza da Volpedo

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