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23/3/2013

Letture di gusto, la cultura del cibo in biblioteca

Da secoli le tradizioni culinarie riempiono manuali, trattati e ricettari. Diverse strutture bibliotecarie sono specializzate nella conservazione e nello studio di libri a stampa, manoscritti e riviste di ambito gastronomico


Biblioteca di Casa Artusi | Biblioteca Gastronomica dell’Academia Barilla | Biblioteca dell’Università di Scienze Gastronomiche | Bibliothèque Internationale de Gastronomie

La cucina, arte sinestetica, e la gastronomia, studio della relazione tra cultura e cibo, al centro da qualche anno di un crescente interesse, anche mediatico, sono in realtà discipline ben radicate in Italia. Le tradizioni culinarie riempiono da secoli pagine di libri storici, manuali, opere generali e specialistiche, trattati e riviste, che hanno costituito corpose collezioni bibliotecarie. 
 
Sono diverse le biblioteche di settore a cui attingere. Una tappa obbligata è la Biblioteca di Casa Artusi a Forlimpopoli (Forlì Cesena), nata da un lascito del padre della gastronomia italiana e a lui intitolata. Sempre in Emilia Romagna, a Parma, un punto di riferimento è la Biblioteca Gastronomica dell’Academia Barilla, in convenzione col Comune, che si segnala per ricchezza del patrimonio e digitalizzazione. In un’altra regione a spiccata vocazione gastronomica, il Piemonte, a Bra (Cuneo), è stata istituita l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche con annessa Biblioteca. Infine, un indirizzo al di fuori dei confini nazionali, nella città svizzera di Lugano: la Bibliothèque Internationale de Gastronomie, le cui aree culturali prioritarie sono quelle italiana e latina. 
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