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23/9/2012

Un’Italia tutta da esplorare, nel sottosuolo

Sono numerosi i siti sotterranei di interesse culturale, molti dei quali aperti al pubblico: tra catacombe, cripte, segrete di castelli e opere idrauliche, nelle viscere delle città si celano tesori di ogni epoca, studiati da archeologi e speleologi urbani


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Misteri e leggende si celano sotto Milano. La società Neiade Immaginare Arte propone visite in cunicoli, cimiteri e cripte: un percorso che comprende la Basilica di Sant'Eustorgio, con la Cappella Portinari e il Cimitero paleocristiano, la Cripta di San Giovanni in Conca, il Castello Sforzesco e la moderna rete della metropolitana.
 
“L’altra Torino”, a quindici metri di profondità, è fatta delle gallerie settecentesche, delle antiche cripte, delle regie ghiacciaie di Porta Palazzo e degli infernotti dei palazzi barocchi. Nel Museo Pietro Micca e dell’Assedio di Torino del 1706, inoltre, si può rivivere una pagina importante della storia della città: durante la guerra per la successione al trono di Spagna, diecimila soldati sabaudi si difesero per mesi dall’accerchiamento di quarantamila franco-spagnoli. È rimasto nella memoria, in particolare, il sacrificio di Pietro Micca, soldato minatore, addetto alla sorveglianza di una scalinata che collegava due livelli sotterranei, dilaniato dall'esplosione di una miccia troppo corta accesa per bloccare l'avanzata dei granatieri francesi. 
 
Anche nella vicina Liguria, nel capoluogo, il Centro Ricerche Ipogee di Genova offre diversi itinerari sotterranei, sia in cavità naturali che artificiali. L’attrazione principale delle visite nella “città nascosta”, in pieno centro, è il ponte monumentale di via XX Settembre, progettato alla fine dell’Ottocento da Cesare Gamba, oggetto di interesse per l’unicità della sua struttura incava.
 
Nel capoluogo emiliano, invece, sono attivi gli Amici delle Acque e dei Sotterranei di Bologna, il cui scopo è promuovere la conoscenza della storia idraulica e delle bellezze nascoste della città e dei dintorni. La rete di condotti, bacini e canali è fitta: si va dall’acquedotto romano alla rinascimentale Cisterna di Valverde alle centrali idroelettriche del Novecento.
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