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22/6/2018

"Capolavori del Trecento" in Umbria, l'anima dell'Appennino

Una mostra in quattro sedi: Trevi, Montefalco, Spoleto e Scheggino. Una trama di itinerari collegati. Una costellazioni di artisti eredi della lezione di Giotto


Montefalco, Complesso Museale di San Francesco | Spoleto, Museo Diocesano e Basilica di Sant’Eufemia | Spoleto, Rocca Albornoz - Museo Nazionale del Ducato | Trevi, Museo di San Francesco | Scheggino, Spazio Arte Valcasana | Itinerari territoriali

La mostra “Capolavori del Trecento. Il cantiere di Giotto, Spoleto e l’Appennino”, curata da Vittoria Garibaldi e Alessandro Delpriori, apre i battenti dal 24 giugno al 4 novembre nei comuni di Trevi, Montefalco, Spoleto e Scheggino (Perugia). La rassegna, organizzata da Civita Mostre e Sistema Museo, è promossa dai quattro comuni interessati, dal Polo Museale dell’Umbria, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, dalla Regione Umbria, dall’Archidiocesi di Spoleto-Norcia e dall’Associazione Rocca Albornoziana di Spoleto.

In esposizione circa 70 dipinti a fondo oro su tavola, sculture lignee policrome e miniature, che raccontano la meraviglia ambientale dell’Appennino centrale e la civiltà storico-artistica, civile e socio-religiosa nell’Italia di primo Trecento. Il successo della lezione rivoluzionaria di Giotto e del virtuosismo dei caposcuola senesi Pietro Lorenzetti e Simone Martini, viene raccontato in mostra attraverso una costellazione di artisti, spesso anonimi, che si fecero interpreti dell’anima più profonda e vera dell’Appennino.

Sono quattro le sedi espositive: a Trevi il Museo di San Francesco, a Spoleto il Museo Diocesano - Basilica di Sant’Eufemia e il Museo Nazionale del Ducato, a Montefalco il Complesso Museale di San Francesco, a Scheggino presso lo Spazio Arte Valcasana. Completa l’evento una trama di itinerari che si dipanano in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, per scoprire il l’unità culturale delle terre ferite dal sisma che ha colpito l’Italia centrale.

Visitando le sedi espositive, e i luoghi nel territorio, è possibile entrare in una bottega d’artista medievale, per comprenderne il febbrile impegno nel realizzare fondi oro, sculture, miniature, oreficerie, affreschi, in un panorama di originali personalità: il Maestro delle Palazze, il Maestro di Sant'Alò, il Maestro di San Felice di Giano, il Maestro di Cesi, il Maestro di San Ponziano, il Maestro della Croce di Trevi, il Maestro della Croce di Visso, il Maestro di Fossa.

Maestro di San Felice di Giano, Paliotto del Maestro di San Felice di Giano. Cristo benedicente in trono, apostoli, profeti, evangelisti e storie della vita di San Felice, tempera e oro su tavola; Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria
Maestro di San Felice di Giano, Paliotto del Maestro di San Felice di Giano. Cristo benedicente in trono, apostoli, profeti, evangelisti e storie della vita di San Felice, tempera e oro su tavola; Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria


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