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21/2/2013

“I luoghi del cuore”, quei ruderi di fascino da salvare

Alla scoperta dei cinque beni da proteggere e valorizzare più votati nell’ultimo censimento popolare del Fondo Ambiente Italiano. Tra i siti segnalati, in stato di degrado eppure ancora suggestivi, fortezze e regge, chiese e abbazie, ma anche interi quartieri 


La Cittadella di Alessandria | La Chiesa di San Nicola in San Paolo di Civitate | L'Abbazia Benedettina della Santissima Trinità di Monte Sacro | Il Museo di Totò nel Rione Sanità di Napoli | La Reggia di Carditello a San Tammaro

«Sono nato in rione Sanità, il più famoso di Napoli. Quel rione ha nome, in verità, Stella, e sta intorno alla Stazione, ma per le buone arie lo chiamano tutti Sanità. La domenica pomeriggio le famiglie napoletane usavano riunirsi nelle case dell'una o dell'altra, e là chi suonava la chitarra, chi diceva la poesia, e chi cantava. Erano riunioni per bene, niente pomiciamenti. I giovanotti guardavano le ragazze, gli tenevano la mano, si innamoravano. Niente schifezze. E così si passava il tempo divagandosi. Io facevo scenette comiche, per gioco. Fu così che cominciai. Finchè mi presi la cotta per la sciantosa e mi buttai». Siamo a Napoli, nel “luogo del cuore” del principe Antonio De Curtis, in arte Totò, che in tal modo amava definire il suo Rione Sanità, uno dei luoghi più ricchi di storia e di umanità che il comico, noto in tutto il mondo, ha saputo portare con sé sia in teatro che al cinema. Totò nonostante la sua grande carriera, non ha mai abbandonato le sue origini e non le ha mai rinnegate; oltre a portare nel suo cuore il rione e a tramutare la sua storia in arte, è noto che l’attore tornasse di frequente a Napoli, lasciando sull’uscio delle porte delle famiglie meno abbienti, una piccola somma di denaro.
 
L’apertura del museo dedicato a Totò si inserisce in un programma di recupero più ampio; la valorizzazione dell’immagine dell’artista partenopeo non si limita a presentare al pubblico la sua storia attraverso una documentazione visibile nell’istituzione museale allestita nel Palazzo dello Spagnolo; la storia di Totò partirà dall’origine e “l’origine risiede nel Rione Sanità”, per il quale si auspica un programma che comprende il recupero architettonico dei suoi edifici storici, compreso il sottosuolo, visibile grazie alla riapertura delle Catacombe di San Gennaro, gestite da una cooperativa sociale formata da giovani guide, affiancato da un programma di valorizzazione della memoria storica, materia culturale intangibile che sarà legata a un processo di sensibilizzazione sulla salvaguardia della stessa, che prevede il coinvolgimento dei cittadini. Oltre alla visita alle catacombe, fra le iniziative culturali programmate è già attiva “Il miglio sacro”, il tour che promuove i tesori artistici del rione e presenta al pubblico i luoghi dedicati a Totò.
Napoli, Rione Sanità, Palazzo dello Spagnolo, Museo di Totò
Napoli, Rione Sanità, Palazzo dello Spagnolo, Museo di Totò

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