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21/2/2013

“I luoghi del cuore”, quei ruderi di fascino da salvare

Alla scoperta dei cinque beni da proteggere e valorizzare più votati nell’ultimo censimento popolare del Fondo Ambiente Italiano. Tra i siti segnalati, in stato di degrado eppure ancora suggestivi, fortezze e regge, chiese e abbazie, ma anche interi quartieri 


La Cittadella di Alessandria | La Chiesa di San Nicola in San Paolo di Civitate | L'Abbazia Benedettina della Santissima Trinità di Monte Sacro | Il Museo di Totò nel Rione Sanità di Napoli | La Reggia di Carditello a San Tammaro

A metà strada fra Napoli e Caserta sorge la Reggia di Carditello, situata a San Tammaro (Caserta) e edificata da Francesco Collecini, allievo e collaboratore di Luigi Vanvitelli. L’edificio, destinato a Carlo di Borbone si presenta, nonostante il suo avanzato stato di degrado, con un impianto architettonico neoclassico. Dall’aspetto sobrio ed elegante, la Reggia era utilizzata come luogo di caccia e allevamento cavalli. Ferdinando IV di Borbone, famoso per aver creato a San Leucio una seteria considerata come una delle più importanti realtà preindustriali del secolo dei lumi, simbolo di una società di eguali che fondava i propri valori sul lavoro, trasformò anche questa residenza in una fattoria che fosse modello per la coltivazione del grano e l'allevamento di razze pregiate di cavalli e bovini. La Reggia, nonostante il cambio di destinazione d’uso, era uno dei luoghi definiti “Reale delizia”, per i suoi ettari di terreno destinato ai boschi, ai pascoli e alle coltivazioni.
 
Attualmente la Reggia versa in uno stato di preoccupante degrado e abbandono; il suo disfacimento è iniziato nel 1920, momento in cui gli ettari di terreno furono lottizzati e venduti mentre gli immobili e l’arredamento passarono dal demanio all’Opera Nazionale Combattenti. Nel 1943 la situazione si è aggravata a causa degli atti vandalici ad opera dei soldati tedeschi che della lussuosa residenza borbonica fecero il proprio comando.
San Tammaro, Real Sito di Carditello
San Tammaro, Real Sito di Carditello

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