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23/1/2019

"Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche", una mostra diffusa

Un'esposizione con fulcro a Macerata riunisce per la prima volta le opere dell’artista realizzate per committenti marchigiani o legate al territorio nel quale egli visse e lavorò a lungo e dove morì nel 1557. Venticinque lavori sono stati volutamente lasciati nei luoghi di appartenenza nei comuni di Ancona, Cingoli, Jesi, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto, Recanati e Urbino. L’iniziativa rientra nel programma di rilancio della regione gravemente ferita dall’ultimo sisma che ha colpito l'Italia centrale


Ancona | Cingoli | Jesi | Loreto | Mogliano | Monte San Giusto | Recanati | Urbino

Fino al 20 febbraio, Palazzo Buonaccorsi sede del Museo Civico di Macerata, ospita una grande mostra dal titolo “Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche”, organizzata da Villaggio Globale International e inaugurata lo scorso 19 ottobre, che ha riunito per la prima volta le opere dell’artista create per il territorio e poi disperse nel mondo: i rapporti di Lotto con le Marche sono stati intensi e la sua pittura ha profondamente suggestionato le vicende artistiche locali; durante la sua permanenza nella regione, dove risiedette a lungo e dove morì come oblato nella Santa Casa di Loreto, realizza opere di grande intensità pittorica e forte suggestione patetica. Le Marche si collocano a pieno titolo tra i luoghi lotteschi di immediato interesse per la vastità e la preminenza artistica dei documenti che il pittore vi ha lasciato. Curata, con la collaborazione di tanti studiosi marchigiani, da Enrico Maria Dal Pozzolo l’esposizione propone a Macerata oltre venti dipinti autografi di Lotto e cinque disegni di sua mano e alcune straordinarie opere grafiche di grandi autori, quali Dürer e Mantegna, da cui Lorenzo trasse ispirazione; ma anche preziosi manoscritti e volumi, globi e antiche mappe, per contestualizzare la sua attività in queste terre. Un’esposizione che abbina forza espositiva, supporti multimediali di approfondimento, grandi capolavori ma anche spunti di ricerca e discussione critica. Una mostra che gode di importanti prestiti provenienti da collezioni nazionali e internazionali – Gemäldegalerie della Staatliche Museen di Berlino, British Museum di Londra, Musèe du Louvre di Parigi, Museo Nazionale Brukental di Sibiu, Museo del Prado di Madrid, Musée des Beaux Arts di Strasburgo, Museo Poldi Pezzoli di Milano, Museo Correr di Venezia, Collezioni del Quirinale – che rivela al pubblico inediti materiali documentari sull’attività dell’artista e opere mai esposte in precedenti eventi – tra tutti una Venere adornata dalla Grazie di collezione privata, pubblicata da Zampetti nel 1957 e rimasta all’oscuro per sette decenni – ma che si completa necessariamente nel territorio marchigiano, ponendosi in stretto dialogo con i lavori lotteschi, 25 opere, disseminanti nei diversi centri e volutamente lasciati nei siti di appartenenza. Ancona, Cingoli, Jesi, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto, Recanati e Urbino danno forma con Macerata a una sorta di mostra diffusa da vivere insieme alle bellezze artistiche e naturali delle Marche: regione ferita purtroppo dall’ultimo drammatico sisma che ha colpito il Centro Italia, ma che tenacemente sta puntando a valorizzare il suo immenso patrimonio.
Lorenzo Lotto, Svenimento della Vergine durante il trasporto di Cristo al sepolcro, 1541, olio su tela, 142x212cm; Strasburgo, Musée des Beaux-Arts
Lorenzo Lotto, Svenimento della Vergine durante il trasporto di Cristo al sepolcro, 1541, olio su tela, 142x212cm; Strasburgo, Musée des Beaux-Arts


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