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25/6/2008

Le residenze sabaude, corona di delizie

Il circuito piemontese delle dimore dei Savoia: capolavori dell’architettura firmati Castellamonte, Juvarra, Guarini, Palagi. Questi complessi vivono una nuova stagione ospitando musei, mostre, spettacoli e molte altre attività


A Torino | In provincia di Torino | In provincia di Cuneo

Il circuito delle Residenze Sabaude, dichiarato nel 1997 dall'Unesco “Patrimonio dell'umanità”, comprende varie dimore a Torino, capitale del Regno di Sardegna, e nei dintorni. I Savoia avviarono nel XVI secolo un intenso programma di ricostruzione di antichi castelli e di edificazione di nuovi complessi architettonici idonei a ospitare la famiglia reale e la corte per la villeggiatura o le battute di caccia. Soprattutto, queste opere avrebbero dovuto testimoniare il potere e il prestigio del casato: alla realizzazione della “corona di delizie” furono chiamati a lavorare, infatti, maestri dell’architettura come Amedeo e Carlo di Castellamonte, Filippo Juvarra, Guarino Guarini e Pelagio Palagi.



L’insediamento più settentrionale è ad Agliè, nel Canavese. Solo a Torino gli edifici sono cinque: Palazzo Reale, Palazzo Madama con la Casaforte degli Acaja, Palazzo Carignano, la Villa della Regina e il Castello del Valentino. Nella cintura torinese si trovano la Reggia di Venaria Reale e il Borgo Castello nel Parco della Mandria, il Castelli di Rivoli, la Palazzina di Caccia di Stupinigi e il Castello di Moncalieri. In provincia di Cuneo sono il Castello Reale di Racconigi e quelli di Pollenzo, presso Bra, nel Roero, e di Govone (entrambi associati ai Castelli Aperti del Basso Piemonte); nel comune di Garessio è la Reggia di Valcasotto (o Casotto), la più a sud, quasi ai confini con la Liguria.  



Questi palazzi e castelli sono tornati a nuova vita negli ultimi anni, oggetto di una vasta operazione di recupero e di rilancio: il circuito, infatti, è stato considerato strategico nella definizione di una nuova e più integrata proposta turistico-culturale da parte della Regione Piemonte. Trasformati in percorsi museali e sedi espositive, sale da concerti, occasionali set cinematografici e palcoscenici per spettacoli e festival, come ad esempio “Teatro a corte”, centri di formazione e attività culturali, offrono molti e diversi pretesti per una visita, se non bastasse il richiamo della loro bellezza architettonica.
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