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19/9/2008

“Retour” nei Campi Flegrei: alla scoperta dell’antica Pozzuoli

Puteoli: un itinerario alla scoperta dei tesori archeologici e delle bellezze naturalistiche, dal vulcano della Solfatara al Rione Terra


La Solfatara | Basilica di San Gennaro | L’Anfiteatro di Pozzuoli | il “Tempio di Serapide” (Macellum) | Il Foro transitorio | Rione Terra | Lo Stadio di Antonino Pio

L’unico cratere ancora attivo nei Campi Flegrei è il vulcano della Solfatara. Le fumarole caratteristiche, con il ribollire di bolle di gas, incutono ancora timore in chi visita il vulcano: non a caso i Romani lo chiamavano “agorà di Efesto” o “foro di Vulcano”. Il cratere è ampio 700 metri. Le fumarole (emissioni di vapore acqueo misto a zolfo, solfuri e arseniuri, assolutamente da non inalare), sono caratteristiche della fase vulcanica detta appunto “solfatarica”: tipica dei vulcani quiescenti.

La Solfatara era una tappa imperdibile dei viaggiatori del “Grand Tour”, nel ’700 e nell’800; ai primi del ’900 vi era stato organizzato addirittura uno stabilimento termale. Le attrazioni principali del cratere sono la Fangaia (costituita da argille miste ad acqua piovana e acqua di condensazione dei vapori); la Bocca Grande, la fumarola principale, dove il vapore esce a 160° C.

L’odore di uova marce è dovuto all’acido solfidrico. Il Pozzo dell’acqua minerale fu scavato nell’Ottocento per sfruttare il liquido ricchissimo di minerali, e fu in uso fino agli anni Venti del ’900. Le Stufe sono grotte scavate nell’Ottocento nel fianco del monte, per realizzare dei sudatorii, dove depurarsi (per pochi minuti!) sudando e respirando gli intensi vapori sulfurei. Recentemente ai piedi del versante meridionale del cratere, di fronte al santuario di San Gennaro, è stata ritrovata una piccola necropoli databile tra la fine del I secolo a. C. e gli inizi del I secolo d.C.

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