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19/9/2008

“Retour” nei Campi Flegrei: alla scoperta dell’antica Pozzuoli

Puteoli: un itinerario alla scoperta dei tesori archeologici e delle bellezze naturalistiche, dal vulcano della Solfatara al Rione Terra


La Solfatara | Basilica di San Gennaro | L’Anfiteatro di Pozzuoli | il “Tempio di Serapide” (Macellum) | Il Foro transitorio | Rione Terra | Lo Stadio di Antonino Pio

Questo Anfiteatro (149 x 116 metri) è il terzo per grandezza in Italia, dopo il Colosseo e l’ anfiteatro di Capua. Gli scavi archeologici, cominciati nel1839, si conclusero tra il 1946 ed il 1947, quando i colossali sotterranei del monumento vennero svuotati dal terreno di riporto e le strutture in elevato, rimaste sempre in vista durante il Medioevo, vennero interamente portate alla luce.

La datazione dell’edificio viene tradizionalmente ricondotta ad età flavia (tardo I secolo d.C.), ma studi recenti fanno pensare che sia stato edificato durante il regno di Nerone (54-68 d.C.), come il Colosseo.



Nella tarda antichità l’edificio fu abbandonato, come gran parte della città bassa, e finì in parte sepolto; spogliato nel Medioevo di tutte le decorazioni marmoree e dei blocchi delle gradinate, che finirono in gran parte in fornaci per la calce, il monumento fu occupato da masserie e vigne.

A tre ordini di arcate, coronato in alto da un attico ornato di statue, l’edificio era circondato da un portico ellittico. Dal porticato esterno si accedeva ai quattro ingressi monumentali, cui si aggiungevano altri dodici ingressi secondari; l’Anfiteatro poteva contenere fino a 40.000 spettatori. La càvea, cioè l’insieme di gradinate che ospitava il pubblico, era coronata in alto da un loggiato. Nei sotterranei sotto l’arena si trovavano gli ambienti “di servizio”.

Dei meccanismi facevano scorrere le gabbie delle fiere, che venivano sollevate attraverso le botole sino al piano dell’arena attraverso un sistema di carrucole.



Nelle celle del livello inferiore erano conservate le attrezzature, le macchine, le scenografie. Un’opera di ingegneria idraulica di eccezionale interesse è un impianto di smaltimento delle acque piovane. Durante i lavori del 1939 si rinvennero alcune statue onorarie appartenenti alla ricca decorazione marmorea del monumento, databili al II sec. d. C., tra le quali una dell’ imperatore Traiano e una di sua sorella Marciana; sono ora esposte nel museo ricavato nel porticato esterno. Qui e nei giardini dell’ingresso sono raccolti i materiali trovati nella città e nel territorio: frammenti architettonici, una cinquantina di iscrizioni (per lo più sepolcrali) e numerose sculture.
Pozzuoli, anfiteatro Flavio
Pozzuoli, anfiteatro Flavio

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