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19/9/2008

“Retour” nei Campi Flegrei: alla scoperta dell’antica Pozzuoli

Puteoli: un itinerario alla scoperta dei tesori archeologici e delle bellezze naturalistiche, dal vulcano della Solfatara al Rione Terra


La Solfatara | Basilica di San Gennaro | L’Anfiteatro di Pozzuoli | il “Tempio di Serapide” (Macellum) | Il Foro transitorio | Rione Terra | Lo Stadio di Antonino Pio

Su una terrazza panoramica a picco sul mare, lo stadio di Puteoli era uno dei maggiori dell’antichità (300 per 70 metri). Fu costruito dall’imperatore Antonino Pio per celebrarvi gli Eusebeia, giochi ginnici quinquennali istituiti per onorare la memoria del padre adottivo Adriano, morto a Baia nel 138 e qui sepolto prima di essere traslato nel suo Mausoleo a Roma (l’attuale Castel Sant’Angelo). Lo Stadio ha la tradizionale pianta rettangolare con uno dei lati brevi curvi e l’altro, riservato alla partenza degli atleti, leggermente curvilineo. Su questo lato si apre un varco monumentale. Quest’ingresso, che introduceva gli atleti direttamente alla pista, era costituito da archi realizzati con grossi blocchi di pietra vulcanica locale (“piperno”), rivestiti d’intonaco chiaro. Di questi blocchi erano rimasti in piedi soltanto i pilastri degli archi; i conci che costituivano l’arco sono stati ricollocati nella posizione originaria durante i recenti scavi. Gli spettatori entravano dal fronte settentrionale.



Attraversando diversi avancorpi ci si immetteva in un corridoio: da qui, mediante diversi varchi (vomitoria), il pubblico accedeva ai vari settori degli spalti (càvea). Come nella maggior parte degli edifici per spettacoli antichi, anche nello Stadio di Antonino Pio la càvea era divisa in tre parti, corrispondenti a differenti fasce di spettatori. La parte più bassa (riservata a personaggi eminenti) è separata dalla pista grazie a un muro di recinzione e conserva due file di sedili in blocchi di piperno; della parte media e di quella più alta invece non si conservano le gradinate, che forse non erano in piperno.

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