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20/12/2006

Sulle tracce degli Etruschi

Un viaggio nell'antica terra degli Etruschi che, partendo da Roma, risale l'Etruria meridionale toccando alcuni dei centri di maggiore produzione artistico-culturale - come Veio, Caere, Tarquinia - e raggiunge quella settentrionale affacciata sul mare, dove era più sviluppata l'attività industriale e di commercio


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L’antica Etruria dimora nelle profondità della storia e, come il più delle volte è accaduto agli antichi popoli, ha lasciato il passo ad altre grandi civiltà che su di lei hanno steso un manto intessuto d’altre testimonianze, rendendola così per molti secoli poco visibile. L’occhio paziente e allenato degli storici e degli archeologi ha ripescato da queste profondità il volto segreto della civiltà etrusca, portando alla luce aree archeologiche di straordinaria suggestione e necropoli ricche di preziosi reperti, offrendo altresì la possibilità di raccogliere e allestire in musei i suoi tesori conservati dal tempo.

Prima d’intraprendere il nostro viaggio in terra d’Etruria vale ben la pena fare una ricognizione in uno dei templi della sua memoria e visitare l’elegante sede del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma dove sono raccolte le antichità del Lazio, dell’Etruria meridionale e dell’Umbria appartenenti alle civiltà etrusca e fallisca. Il tesoro più famoso ivi custodito è il Sarcofago degli sposi , monumento funerario in terracotta della metà del VI secolo a.C. proveniente da Cerveteri, che rappresenta una coppia di sposi a grandezza quasi naturale adagiati l’uno accanto all’altro come se stessero partecipando ad un banchetto. I volti regali e sorridenti posseggono il tratto forse più suggestivo e inconfondibile dell’arte etrusca. Tra gli altri reperti di eccezionale valore vi sono le lamine d’oro di Pyrgi Apollo proveniente dal santuario del Portonaccio a Veio; un altorilievo proveniente dal frontone del tempio A di Pyrgi; una biga in legno con rivestimenti in lamina bronzea rinvenuta nella tomba di Castro, la Cista Ficoroni , cofanetto portagioelli in rame; i corredi delle tombe Barberini e Bernardini di Palestrina risalenti alla metà del VII secolo a.C. I materiali sono esposti secondo un criterio topografico utile a chi voglia intraprendere un itinerario turistico nell’antica Etruria.

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