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3/2/2009

Il gusto dell’antico nei racconti degli scrittori del Romanticismo

Un percorso letterario tra le rovine vesuviane, dai diari di viaggio di Shelling e Dumas ai versi di Leopardi per giungere alle testimonianze degli anonimi viaggiatori del Grand Tour


L’interesse dei naturalisti | Una scena per i racconti | Fuori dall’antica città

Altrettanto sorprendente è la descrizione dei luoghi esterni all’antica città: i proprietari dei due alberghi che in Gradiva si contendevano le attenzioni degli occasionali turisti non erano altro che gli avi degli attuali proprietari, i festoni di maccheroni stesi ad asciugare nel tratto di strada che attraversava Torre Annunziata erano identici a quelli ripresi nelle prime foto Alinari, il giardino di miss Ward in “Iettatura” è quello tipico delle ville di campagna che punteggiavano le pendici del Vesuvio.

Così come descrivevano la moda del tempo il rito del tè che si consumava nelle case affacciate sul golfo abitate dagli inglesi, le monumentali corna montate in oro esibite sulla consolle negli ingressi delle ricche abitazioni, la preferenza per le rose rosse di Sorrento, per le rose tea, per i fiori d’arancio che lasciavano cadere mollemente i loro petali, per il profumo dei cedri e dei limoni adagiati sulle pergole nei giardini: e a rileggere quelle pagine sembra di immaginare il sapore dolce dei rosoli e il sottile odore degli oli profumati, le cui ricette ormai nessuno più ricorda.
Jacob Philipp Hackert, Il giardino inglese di Caserta, Caserta, Palazzo Reale
Jacob Philipp Hackert, Il giardino inglese di Caserta, Caserta, Palazzo Reale

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