Condividi
  • Facebook
  • Twitter
18/6/2009

Dal valore aristocratico allo spettacolo cruento: lo sport nell’antichità

Siti e musei archeologici raccontano con i loro reperti la storia di agoni e atleti dell’epoca greco-romana


Panelleniche e Olimpiadi, lo sport fra religione e politica | La Magna Grecia, l’aristocrazia coloniale | I Ludi a Roma, l’eredità degli etruschi

Secondo fonti antiche, fin dall’età di Romolo si svolgevano gare sportive all’interno di feste religiose; con il nome di Ludi, termine di origine etrusca per definire le gare, i membri della classe sacerdotale organizzavano le gare a cui partecipavano i giovani delle classi dominanti. La differenza col mondo greco sta nella perdita progressiva dell’elemento sacro e l’orientamento graduale verso il semplice spettacolo; come dimostra l’aumento dei giorni di festività non religiose in cui erano previste le gare. Non furono abbandonati i giochi agonistici di origine greca, ma i maggiori consensi erano riservati a gare più spettacolari e violente, più vicine alla tradizione centro italica come: il pugilato (la statua di un pugile risalente al II-I sec. a.C., proveniente dalle Terme di Costantino al Quirinale, è conservata nel Museo Nazionale Romano), la lotta e il pancrazio.



Dal 186 a.C. furono numerosi i tentativi di organizzare giochi più vicini alla tradizione greca, ma il popolo si recava sempre più numeroso nei luoghi in cui si svolgevano le gare indicate. La diffusione del gioco nella vita dei romani divenne in epoca imperiale un’occasione di propaganda politica, resa possibile anche dalla progressiva realizzazione di opere architettoniche imponenti. Nacquero quindi il circo, utilizzato per la corsa con i carri; fra i più famosi per le notevoli dimensioni il Circo Massimo di Roma, edificato in una conca naturale che ancora oggi separa le alture dei due colli Palatino e Aventino; a seguire lo stadio, utilizzato per le gare di atletica leggera, l’Anfiteatro per le gare dei gladiatori, le cacce e le battaglie navali, e infine le palestre o gli spazi aperti previsti nelle terme, in cui si praticava il gioco della palla, anche a squadre, la lotta e il pugilato.
torna all'inizio del contenuto