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18/9/2009

Posillipo, il sollievo dagli affanni

In visita al Parco Archeologico del Pausilypon, fra i resti della grandiosa villa marittima che ha dato il nome alla collina più famosa del golfo di Napoli *


Publio Vedio Pollione | La storia | L’ingresso: la Grotta di Seiano | Il Teatro | L’Odeion

Le ville d’otium



Le ville più fastose dei romani furono costruite tra la fine dell’età repubblicana e l’inizio dell’Impero nell’area tra il golfo di Napoli e i Campi Flegrei. Appartenenti a personaggi potenti dell’aristocrazia, della politica e della finanza dell’epoca, erano immerse in luoghi carichi di fascino, vicine a fonti idrotermali, pregne di antiche tradizioni greche,come quelle narrate da Virgilio nell’Eneide. Poco lontane da Pozzuoli, uno dei centri commerciali e finanziari più importanti dell’epoca, le dimore resero quest’area una delle più lussuose del mondo romano.



Da Capo Ateneo (Punta della Campanella, all’estremità della penisola sorrentina) a Capo Miseno, la costa ospitò le personalità più importanti dell’epoca: Mario, Silla, Crasso, Pompeo, Cesare, Bruto, Lucullo, Cicerone e altri personaggi famosi ebbero tutti proprietà nella zona. Lusso,piaceri ma anche dotte conversazioni, incontri stimolanti con esponenti della cultura e della filosofia greca. Spesso questi luoghi furono teatro di grandi decisioni politiche rimaste nella storia: nella villa sull’isola di Nisida Bruto aderì con Cassio alla congiura contro Cesare e s’incontrò più volte con i congiurati e con Cicerone; sempre in questa zona qualche anno dopo si consumò il dramma di sua moglie Porzia, figlia di Catone, che si suicidò ingoiando carboni ardenti.



Con l’inizio dell’Impero, alcune di queste ville vennero acquisite dal demanio, divenendo residenze estive per gli imperatori. L’area acquistò ancora maggior prestigio, divenendo sempre più popolata per l’abitudine dei notabili di spostarsi nelle vicinanze delle dimore imperiali per condividerne il prestigio. È il caso delle ville di Lucullo a Napoli e Miseno, del Palatiumdi Baia già proprietà di Giulio Cesare e del Pausilypon alla Gaiola. Tra i ricchi proprietari si gareggiava in fasto e ricercatezza: le dimore venivano ornate con statue, marmi, oggetti preziosi provenienti dai mercati della Grecia e d’Oriente. Talvolta non mancavano soluzioni ardite dal punto di vista architettonico, come nel caso delle gigantesche peschiere nella villa di Lucullo a Napoli, che per la costruzione richiesero il taglio di una parte della collina di Pizzofalcone.







* Testi liberamente tratti da Gaiola, di Giuseppe Vecchio. Napoli, Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, 2009
Veduta di una parte del Parco Archeologico (foto Archivio Fotografico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei)
Veduta di una parte del Parco Archeologico (foto Archivio Fotografico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei)

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