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23/9/2009

Miseno: un lento viaggiare tra miti, storia e natura

Itinerario alla scoperta delle bellezze della punta estrema della penisola flegrea, tra passeggiate, escursioni sotterranee e degustazioni


Misenum | Piscina Mirabilis | La Grotta della Dragonara | Il Sacello degli Augustali | Il Teatro Romano | Il Lago di Miseno e il Santuario degli Uccelli

I Campi Flegrei sono stati una tappa fondamentale del Grand Tour in Italia, come documenta una ricca iconografia che va dalle incisioni cinquecentesche ai dipinti ottocenteschi di pittori italiani e stranieri. Per questo si è deciso di chiamare “Un lento viaggiare tra mito, storia e natura” l’iniziativa sperimentale Retour Campi Flegrei che punta a strutturare un itinerario di visita innovativo, fisicamente percorribile, frutto di diversi anni di lavoro maturato nell’ambito del Programma integrato territoriale (Pit) Campi Flegrei del Programma operativo regionale (Por) Campania 2000-2006 e realizzato negli anni con l’appassionato contributo di associazioni e operatori, pubblici e privati, che in questi anni hanno ideato e sperimentato in molteplici iniziative ed eventi le nuove modalità di fruizione di un territorio unico al mondo, risvegliandolo da un sonno decennale e contribuendo al tentativo di modificare il vecchio modello di sviluppo insostenibile del tipo “mordi e fuggi”.



Gli itinerari Retour nei Campi Flegrei propongono un nuovo modo di visitare un territorio ricco di contenuti storici, paesaggistici e mitologici, attraverso un affascinante “viaggio emozionale” che unisce visite ai centri antichi e ai loro monumenti archeologici, passeggiate naturalistiche, degustazioni di prodotti tipici, panorami mozzafiato sul golfo, escursioni sotterranee.



L’itinerario è percorso da un bus scoperto dedicato, con partenza da Napoli. Per godere pienamente del racconto,ogni fermata ha una guida d’eccezione, un “Virgilio” per accompagnare il viaggiatore nella ricchezza e complessità dei valori flegrei, nella natura, nella città, nel mito, e un archeologo per comprendere i segni della storia; ma anche soste consigliate per l’assaggio dei migliori prodotti di queste terre, alla riscoperta del gusto del lento viaggiare.



Quando all’alba della civiltà uno sparuto gruppo di marinai greci provenienti dall’isola di Eubea ebbe l’audacia di oltrepassare i confini del mare allora conosciuto, dopo lunghi mesi di navigazione le loro navi approdarono sulle sponde di una landa arroventata e selvaggia. Tra lingue di fuoco e vapori di zolfo si materializzavano i luoghi narrati nei poemi omerici. Sulle rive di un lago nero, che fu chiamato Averno, una donna invasata li diffidò nell’andare oltre, perché dietro il suo tripode si spalancavano le Porte degli Inferi, dai quali non c’è più ritorno. Ma la presenza delle acque termali, che curavano i mali del corpo, fece fiorire la vita, e i popoli che osarono abitare queste terre furono ricompensati da un clima mite, un mare pescoso e un fertilissimo suolo.
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