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25/9/2009

Monte di Procida, sul promontorio dei Campi Flegrei

A spasso tra incantevoli paesaggi e bellezze archeologiche


Il patrimonio culturale di Monte di Procida | Il patrimonio naturalistico | La chiesa della Madonna dell’Assunta

Per la sua posizione favorevole, così avanzata nel mare, sul promontorio di Monte di Procida fu installata una delle teste di ponte dei coloni greci che, a partire dal VII secolo a.C., cominciarono a popolare queste zone, sovrapponendosi e in parte cancellando le popolazioni locali. L’insediamento di Monte di Procida rimase legato, in età romana, alle vicende e alla “fortuna” della vicina Miseno, divenuta sede principale della flotta romana. Ancora a Miseno e alla vicina isola di Procida il Monte resterà a lungo unito.



Il promontorio in epoca altomedioevale era popolato da poche famiglie, a causa dell’abbandono e del degrado di tutta la zona, ormai immersa in acquitrini e paludi. Un ripopolamento avvenne quando, a seguito delle eruzioni del vulcano Epomeo, i cittadini di Ischia cercarono rifugio sulla terraferma, come quelli di Procida, che invece fuggivano dalle incursioni saracene.



Lo sviluppo del Monte si dovette soprattutto alle attività marinare (di pesca, prevalentemente) e imprenditoriali da parte di armatori: attività che Monte di Procida condivideva con la vicina isola di Procida, in contrasto e a discapito di Pozzuoli. Quest’ultima, fortemente danneggiata dal sodalizio tra il promontorio e l’isola, cercava di porre dei confini precisi per le attività di pesca e di limitare le franchigie di cui godeva il Monte. L’attività agricola era favorita dall’ottima posizione e dalla natura del terreno, eccellente soprattutto per la coltivazione della vite e dell’olivo. I numerosi cellai ancora preservati costituiscono infatti un patrimonio storico molto importante per la zona.



Nel 1907 Monte di Procida conquistò l’indipendenza amministrativa da Procida, privando così l’isola di una parte consistente di territorio agricolo, e confinando in questo modo l’attività degli isolani alla marineria e alle attività degli armatori. 



Lasciato il litorale di Miliscola, si intraprende la salita attraverso la via Panoramica al promontorio di Monte di Procida, una delle località meglio esposte dell’intera regione flegrea. Da qui, infatti, si gode in ogni punto di una bellissima vista: le spiagge e il lago di Miseno, il territorio di Baia con i suoi “fondi”; verso nord, il lago Fusaro e in lontananza il promontorio sul quale sorge l’antica acropoli di Cuma. E, naturalmente, la vicinissima Procida e le isole di Ischia e Capri.
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