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11/11/2009

Le pievi romaniche del Valdarno

Nelle province di Arezzo e Firenze alla scoperta delle chiese di campagna sorte in corrispondenza di antichi agglomerati


San Pietro a Cascia | Santa Maria a Sco’ | Badia Soffena | Pieve di San Pietro a Gropina | Pieve di San Pietro a Presciano | Badia di Santa Maria | Cavriglia | Pieve di San Romolo

La frazione di Cascia di Reggello (Firenze) vede le sue origini in epoca antica, anche se oggi difficilmente se ne ritrovano i segni. La sua storia è invece più nota a partire dal Medioevo quando Cascia conobbe un periodo di splendore. Dopo essere passata sotto diverse dominazioni, intorno al 1500 si arrese allo Stato Pontificio sotto il cui dominio rimase per circa trenta anni, fino a quando non acquistò l'indipendenza, che ancora conserva. Numerose sono le testimonianze storiche e artistiche della città, primo fra tutte il santuario di Santa Rita. Tuttavia tra le chiese romaniche del territorio risalta notevolmente anche la pieve di San Pietro, consacrata nel 1073.

La struttura in grandi blocchi squadrati la rende semplice ma nello stesso tempo austera e attrae subito il turista che arriva a Cascia. La grande piazza antistante offre la possibilità di avere una visione d'insieme dell'architettura in cui si possono nettamente distinguere i due complessi: la chiesa e la torre campanaria, costruiti in due epoche distinte. Sulla piazza si apre il porticato, aggiunto in epoca rinascimentale, che accompagna i fedeli verso l'interno. La pianta segue lo schema tipico delle tre navate, scandite da sei colonne monolitiche, con abside centrale. Le colonne che separano le navate sono sormontate da bellissimi capitelli, alcuni dei quali mostrano scolpite teste di animali e uomini, con un chiaro significato simbolico, tipica caratteristica dell'arte romanica. Lo spazio è immenso e la luce è soffusa. Le campate lignee del soffitto, secondo la tecnica tipica romana, offrono un ulteriore senso di calore.

Al suo interno è conservata una delle più famose opere di Masaccio, il bellissimo Trittico di San Giovenale, la prima opera conosciuta del grande maestro e una delle più rappresentative del primo Rinascimento. Tornando all'esterno, l'altro elemento architettonico di rilievo è determinato dalla torre campanaria. La struttura sorge nell'VIII secolo come “gardingo” longobardo, un luogo di avvistamento e difesa come molti che ancora si vedono disseminati sul territorio. Trasformata intorno al mille in campanile, assunse la funzione di richiamo per l'intera comunità. La sua struttura a grossi blocchi squadrati lavorati a bugnato bene si affianca alla vicina pieve con cui appare perfettamente legata.

San Pietro a Cascia
San Pietro a Cascia

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