Condividi
  • Facebook
  • Twitter
25/11/2009

Il Garda raccontato dai grandi della letteratura

Catullo, Goethe, Kafka, Mann, Gide, D’Annunzio… Scrittori e poeti di ogni tempo hanno amato il grande lago e il suo territorio, i pittoreschi borghi, il clima piacevole, l’atmosfera di serenità


Catullo e le grotte di Sirmione | Le meraviglie descritte da Goethe | La casa di cura di Kafka e le lettere di Mann | Le estati di André Gide | Riva del Garda, meta di Nietzsche e D.H. Lawrence | Gabriele D’Annunzio e il Vittoriale

Il Lago di Garda, il più grande d’Italia, nasce dalle basse colline e si insinua tra i monti, assumendo verso sud un’ampiezza particolare per un bacino lacustre, che lo fa assomigliare in certi tratti a una distesa marina, tanto che Virgilio nelle Georgiche lo descriveva così: «Fluctibus et fremitus adsurgens, Benace, marino» (Tu, Benaco che ti gonfi con flutti e impeto di mare). Lo circondano diversi paesi, meta tutto l’anno di turisti italiani e stranieri, attirati dal clima mite e dalla bellezza del paesaggio. Sino all’ 800 d.C. il Lago di Garda era conosciuto col nome di Benacus, dall’antichissima città omonima che sorgeva in questo territorio, distrutta in seguito a un terremoto. L’attribuzione, però, non è certa. Altri fanno derivare il nome Benacus da Nago o Naco, il contrafforte del Baldo che si trova nei pressi di Torbole, città ai piedi del monte Peneo.

Dopo che Carlo Magno elevò a contea le terre di Garda, la nuova denominazione cominciò a comparire e si sostituì alla precedente.  



Tra i monumenti più importanti del territorio, il Castello di Avio. Il grande complesso domina un ripido sperone roccioso. Il castello è dotato di cinta muraria, cinque torri, palazzo baronale e un mastio. Tra le sue mura hanno abitato il re longobardo Autari e la consorte Teodolinda, gli imperatori Carlo V e Massimiliano d’Asburgo. All’interno della casa delle Guardie è visibile il famoso ciclo di affreschi trecenteschi con scene di guerra; al quarto piano da non perdere è la Stanza di Amore con affreschi di soggetto profano.



Da queste zone, molti artisti traggono ispirazione anche nell’Ottocento. Molti dipinti sono ambientati sulle rive del Garda, e il lago assurge a immagine simbolica della calma e della tranquillità. Sulle sue coste si fermano a disegnare e dipingere anche J.M.W. Turner, Corot, Ruskin.
Il Castello di Avio
Il Castello di Avio

torna all'inizio del contenuto