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19/2/2010

Architettura razionalista, le sperimentazioni lombarde

A Como, Milano, Brescia e Cremona progettisti come Terragni, Cattaneo e Piacentini hanno lasciato importanti e differenti testimonianze del nuovo modo di concepire le città, gli edifici e la modernità negli anni Trenta del Novecento


Como | Milano | Brescia | Cremona

Anche Milano risente dell'influsso creativo della nuova corrente razionalista, e infatti sia in città che nei dintorni sono numerosi gli edifici degli anni Trenta che portano la firma di importanti architetti dell'epoca. Troviamo di nuovo opere di Giuseppe Terragni a cui si aggiungono i nomi di Pietro Lingeri,Pietro Portaluppi, Giuseppe Pagano e G. Predeval.

A questi ultimi due architetti si deve la progettazione della sede dell'Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, realizzata tra il 1938 e il 1941. A Piero Portaluppi è legato invece il progetto di Villa Necchi Campiglio, villa unifamiliare realizzata nel cuore di Milano tra il 1932 e il 1935. La residenza della famiglia Necchi Campiglio, primo esempio di architettura razionalista privata della città, elegante nelle linee esterne e negli spazi interni, è rimasta intatta nel tempo e fa parte del circuito Case Museo della città.


Di Terragni e Lingeri sono invece i progetti per le cinque “case milanesi”, Casa Ghirindelli, Casa Lavezzari, Casa Toninello, Casa Rustici e Casa Comolli Rustici. Le case appartengono alla categoria di case d'investimento, che in quel periodo si afferma nel capoluogo lombardo. Nella Casa Rustici, sono molti gli elementi innovativi introdotti dai due architetti, come le logge-passerella, assenti, invece, nelle altre realizzazioni, che risentono più fortemente delle limitazioni dei regolamenti edilizi. Tutti i cinque progetti si caratterizzano come condomini di lusso, con ampie superfici e finiture di pregio.


Architettura residenziale è anche Villa Bianca a Seveso in provincia di Milano, realizzata da Terragni tra il 1936 e il 1937. Pensata come residenza di lusso, la villa è posizionata lontano dalla città, e presenta tutti gli elementi caratteristici dell'architettura di Terragni, che ne progetta sia la parte strutturale che le diverse soluzioni di arredo.


Sempre al suo estro creativo si deve infine la Casa del Fascio di Lissone, struttura realizzata tra il 1938 e il 1939, una delle ultime opere da lui realizzate. Presenta un riferimento al classicismo rispetto alla Casa del Fascio di Como, dove non compare la Torre che qui è un elemento preponderante. Anche in questa struttura, un lungo parallelepipedo, troviamo l'insieme di pieni e vuoti caratteristico delle opere del progettista e anche la coesistenza di diversi materiali tra i quali spicca il vetro, che dona leggerezza alla struttura ed è legato all'idea di apertura al pubblico.
Architettura razionalista Villa Necchi Campiglio, fotografie Giorgio Majno
Architettura razionalista Villa Necchi Campiglio, fotografie Giorgio Majno

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