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19/2/2010

Architettura razionalista, le sperimentazioni lombarde

A Como, Milano, Brescia e Cremona progettisti come Terragni, Cattaneo e Piacentini hanno lasciato importanti e differenti testimonianze del nuovo modo di concepire le città, gli edifici e la modernità negli anni Trenta del Novecento


Como | Milano | Brescia | Cremona

Brescia, la “Leonessa d'Italia” ha tra le sue architettura razionalista tre progetti dell'architetto Marcello Piacentini, discusso rappresentante di quella architettura razionalista più orientata verso il classicismo, definita anche “Stile littorio”, che si pone come linguaggio architettonico del partito fascista.

Piazza Vittoria, realizzata sull'antico quartiere medievale delle Pescherie, rientra in un più vasto progetto di risistemazione di alcune parti della città ed è definita come un insieme classicheggiante con volumi nitidi ed equilibrati, marmo bianco e numerosi richiami alla romanità, su cui si affacciano il Palazzo delle Poste e il Torrione.

Sempre su questa piazza, simbolo dell'architettura razionalista degli anni Trenta a Brescia, si affaccia, l'Arengario, monumento opera dello scultore Antonio Maraini. Di  chiara ispirazione romano imperiale, l'Arengario, come dice il nome, è un pulpito da cui si arringava la folla realizzato in pietra rosa con bassorilievi raffiguranti Storie di Brescia.

Marcello Piacentini,  Piazza Vittoria - posta  e torrione, foto Assessorato al turismo del Comune di Brescia
Marcello Piacentini,  Piazza Vittoria - posta  e torrione, foto Assessorato al turismo del Comune di Brescia

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