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4/4/2011

Mondi fantastici e natura creatrice: i parchi d'arte

Opere fatte di elementi naturali o immerse nel paesaggio, interventi ambientali, installazioni percorribili, giardini di sculture: creatività da attraversare


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“Museo a cielo aperto” è una definizione frequentemente associata all’Italia, ricca com’è di bellezza prodotta dalla natura o dall’uomo, di tesori in cui ci si può imbattere semplicemente passeggiando, perfino senza meta o intenzione. Non si contano le attrazioni che si ammirano in esterno: paesaggi, edifici, siti archeologici, architetture urbane, interi paesi, borghi di murales o mosaici, giardini d’artista. Tra le tante opere dell’antichità e della contemporaneità che si offrono allo sguardo, una categoria a sé, per quanto non facilmente delimitabile, è quella dell'Arte Ambientale.
 
Il binomio arte-ambiente attraversa le ricerche creative dell’ultimo mezzo secolo, con precedenti rintracciabili nelle avanguardie storiche e sviluppi che interessano diverse correnti tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Settanta.
 
L’espressione Arte Ambientale viene usata in riferimento a processi ed esiti artistici differenti, che vanno dalla scultura site specific con materiali tratti dall’ambiente ad attività sul paesaggio. Gli interventi possono caratterizzarsi come effimeri o produrre alterazioni permanenti. Il confronto con lo spazio naturale non necessariamente si lega alla tematica ecologica. Può essere previsto il coinvolgimento dello spettatore, così come la fruizione può risultare impervia e affidata quindi alla documentazione di fotografie, video o mappe.
 
In Italia esistono diversi parchi d’arte e, se ogni stagione ha una storia da raccontare, certamente la primavera è un periodo favorevole per una visita.
Nils Udo, Arte Sella 2010
Nils Udo, Arte Sella 2010

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