Condividi
  • Facebook
  • Twitter
6/8/2011

Social reading, in rete chi legge

La comunità dei lettori al tempo del web 2.0: si moltiplicano i servizi per creare e condividere librerie virtuali e per offrire e ricevere consigli di lettura


aNobii | Shelfari | Goodreads | LibraryThing | weRead

Poche esperienze sono personali come quella della lettura. Al tempo stesso, i libri sono argomenti  di conversazione, interessi che accomunano, passioni che identificano. I lettori si scambiano pareri e consigli, si aggregano in circoli, si ritrovano nei festival letterari.

L’evoluzione delle tecnologie digitali ha offerto nuovi spazi di condivisione. Anche il mercato se n’è accorto, iniziando a sviluppare una rete di servizi attorno al libro e utilizzando meccanismi di filtraggio collaborativo. Molto prima di internet il passaparola ha scatenato veri e propri fenomeni editoriali; se le sue regole sono sfuggenti, è evidente, tuttavia, che si attribuisce valore all’opinione dei pari, anche per le scelte di acquisto.

Il web, tuttavia, offre ai lettori anche spazi liberi sia dalle pressioni commerciali che dalle recensioni dei critici di professione, spazi di incontro e confronto, non necessariamente di evasione. In prospettiva, con lo sviluppo del libro elettronico e dell’autopubblicazione, la tendenza a una lettura più orientata alla condivisione e alla discussione sociale dovrebbe confermarsi, così come dovrebbe aumentare il peso della comunità dei lettori nel far emergere i titoli di interesse. Probabilmente si rafforzeranno i social network del libro verticali, specializzati per temi ed esigenze di studio o lavoro.

Al momento esistono diverse piattaforme di social reading. Alcune, come BookArmy, hanno già chiuso. Altre sono alla versione beta, come Readernaut o Zazie, quest’ultimo un progetto italiano nato dall’idea di associare libri e stati d’animo. Bookliners, anch’essa italiana, si basa sui booklin, gli estratti accessibili online gratuitamente o a basso costo, arricchiti da commenti e collegamenti: ovvero, assaggi di lettura.

Il punto di partenza comune è la pubblicazione di contenuti generati dagli utenti, anche se possono esserci collegamenti a canali di vendita o a case editrici. Le funzioni di base permettono di creare e condividere librerie virtuali. Sono più o meno sviluppate le applicazioni per smartphone e tablet. I cataloghi di riferimento possono essere più o meno ampi. Si segnalano alcuni siti tra i più frequentati e consolidati: pionieri che hanno ormai una pluriennale presenza in rete e contano milioni di iscritti.
torna all'inizio del contenuto