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19/9/2011

Storia e leggende nei sotterranei di Osimo

Le grotte della città marchigiana esercitano un grande fascino evocando riti sacri e misteri. Ma anche le passeggiate in superificie riservano la possibilità di piacevoli e interessanti visite a palazzi, chiese e musei di pregio


I palazzi antichi e le chiese | I musei | Le grotte

Situata su un alto poggio che domina le vallate del Musone e dell’Aspio e a pochi chilometri da Ancona, la città di Osimo, famosa per i suoi affascinanti sotterranei, conserva all’interno delle sue mura una storia molto antica. Il primo nucleo abitativo si fa risalire al IX secolo a. C., quando i Piceni si stanziarono in zona. Reperti – resti di intonaco di capanna con tracce di incannicciato e una grande quantità di ceramica di impasto grezzo, zappe in corno di cervo e altri manufatti in osso – relativi alla loro presenza sono stati rinvenuti nella zona dove attualmente si svolge il mercato coperto.


Un altro insediamento piceno è stato rinvenuto a circa due chilometri a ovest dal colle di Osimo, lungo il versante nord-orientale dell’altura di Monte San Pietro, affiancato dal relativo sepolcreto. Nel IV secolo a.C. i Galli Senoni invasero il Piceno Settentrionale fino al fiume Esino; a seguire, con la battaglia di Sentinum, l’attuale Sassoferrato, del 295 a.C., i Romani sconfissero definitivamente i Galli Senoni iniziando la conquista del Piceno.

Dell’insediamento romano sono sopravvissute testimonianza notevoli come:  le mura urbiche della città; le tabernae (botteghe) attorno al foro e tracce della centuriazione nelle frazioni di Campocavallo e Casenuove.



In età altomedievale, la città di Osimo continuò a rivestire grande importanza all’i nterno del Piceno e nel 727-728 d.C. la città fu conquistata dai Longobardi, guidati dal re Liutprando, che ne fece, insieme ad Ancona, due ducati direttamente alle sue dipendenze.


Anche Osimo, come tutte le città antiche è avvolta da segreti e leggende che rendono misteriosi i suoi vicoli, i monumenti e i sotterranei. Spettri e folletti, figure mostruose e misteriose sono protagonisti dei racconti di piazza; famosi sono  la Paora e lo Sprevengolo; la prima, vestita di un saio, appare di notte nei luoghi in cui si ipotizza che siano sepolti tesori; il secondo, detto anche “L’incubo”, la tradizione tramanda che si presenti con un buffo copricapo d’oro zecchino, mentre siede sul ventre dello sfortunato dormiente, impedendogli di muoversi e respirare. Presso le antiche mura, in Via Fonte Magna si narra che si aggiri il fantasma di Bombetta, vittima di un omicidio avvenuto in quel luogo nel lontano 1874. Palazzo Balleani-Baldeschi, dimora cinquecentesca situata all’interno delle mura della città presenta una finestra curiosamente sempre aperta, ma murata dall’interno. Si narra che avvertendo strani rumori, alcuni inquilini decisero di demolire parte del muro che rendeva inaccessibile la stanza sia dall’i nterno che dall’esterno; ritrovando uno scheletro, decisero di lasciare la finestra spalancata, per permettere all’anima di lasciare il palazzo.


L’itinerario di visita si snoda fra palazzi antichi, chiese, per proseguire nei pregevoli musei e concludersi nella visita dei sotterranei, che raccontano una storia antica che va dalle origini della città alla ritualità esoterica svolta dalle famiglie nobili, fino ai tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale.
Veduta aerea di Osimo
Veduta aerea di Osimo

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