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23/11/2011

Anita e le altre, le donne del Risorgimento

Da Colomba Antonietti a Giuditta Bellerio Sidoli a Cristina Trivulzio di Belgiojoso: dal progetto online della Presidenza del Consiglio “I luoghi della memoria” alcuni ritratti delle protagoniste femminili della stagione unitaria


Colomba Antonietti | Giuditta Bellerio Sidoli | Maria Sofia di Borbone | Cristina Trivulzio di Belgiojoso

Un aspetto importante su cui soffermarsi in occasione del centocinquantenario dell’Unità d’I talia è quello relativo al ruolo che ebbero le donne nel processo di costruzione dello Stato unitario italiano. Tante sono, difatti, le voci femminili che si sono levate, anche se in modo sommesso e silenzioso, a sostegno della causa dell’Unità, tante le donne che hanno accompagnando compagni e sposi sul campo, sacrificando la propria vita nel nome degli ideali politici, combattendo contro l’ignoranza e l’analfabetismo, aprendo scuole, lavorando negli ospedali, soccorrendo i bisognosi o organizzando, a proprio rischio, riunioni prima delle rivolte.
 
Se Giuditta Bellerio Sidoli cucì clandestinamente la bandiera tricolore, Anita Garibaldi, indimenticabile eroina di origini brasiliane, fu fedele compagna di Garibaldi anche in battaglia. Ancora oggi, quando  la vediamo nel monumento del Gianicolo, a Roma, lanciata in sella al cavallo, tenendo tra le braccia da un lato il figlio, dall’altro le armi levate, ci sembra voler sfidare persino il vento con il suo coraggio, per giungere al fianco dell’eroe dal mantello rosso, la cui statua, nella vicina piazza panoramica, domina con lo sguardo Roma.
 
Sempre sul Gianicolo, mentre vediamo sfilare i busti dei garibaldini fedeli al Generale, scorgiamo confuso tra essi il volto delicato di Colomba Antonietti, sposa dell’ufficiale Parzio. Lo stesso Garibaldi, nell’opera Vita e memorie, allude alla donna come a un giovane soldato condotto sulla barelladopo essere stato colpito mortalmente ai reni.
 
Meno silenziosa, invece, è la voce di Margaret Fuller Ossoli, nata nel Massachussetts nel 1910, che nei suoi scritti auspicava una riforma fondamentale per la condizione stessa delle donne, come si legge in La donna nel XIX secolo del 1845, vero e proprio manifesto dell’emancipazione femminile, in cui affrontava il problema dei pari diritti, della necessità dell’educazione e formazione delle donne e, soprattutto, ne difendeva la libertà e l’indipendenza. Giunta in Italia nel 1847, la donna abbracciò gli ideali di Mazzini con cui aveva stretto amicizia in Inghilterra. Per difendere un Paese che amava con tutte le forze (molto più tardi scrisse la Storia della Rivoluzione Italiana, testo purtroppo perduto tra le onde del mare accanto al suo corpo, in un tragico naufragio), Margaret divenne capoambulanza al Fatebenefratelli, a Roma (come ricorda anche il libro edito da Iacobelli Roma.Percorsi digenerefemminile. Trastevere, dalla Lungara a Ponte Sublicio passando per il Gianicolodi Maria Pia Ercolini).
 
Nel 1849, nella Città Eterna, un gruppo di donne si unì per la gestione e il coordinamento dell’attività sanitaria negli ospedali. Tra queste, oltre a Giulia Calame, anch’essa  accanto al marito nei moti mazziniani, troviamo Enrichetta di Lorenzo e Cristina Trivulzio di Belgioso, autrice di saggi di grande interesse per la questione femminile, nota anche per aver reclutato a Napoli le truppe per le Cinque Giornate di Milano.
 
Ancora tanti, in realtà, sono i nomi delle donne che hanno lottato per l’Unità e per l’e mancipazione femminile e hanno affrontato nei loro scritti il tema del diritto di voto, delle leggi sulla famiglia, dell’adulterio, della parità dei diritti e dell’educazione. Il percorso che proponiamo, attraverso una selezione di schede riportate dal sito “I luoghi della memoria”, ne ricorda alcuni.




Testi e foto tratti da "Luoghi della Memoria"
Istituto per il Risorgimento e Presidenza del Consiglio dei Ministri





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