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14/12/2007

Rossano la greca: un gioiello di cultura bizantina in Calabria

Viaggio nella cittadina calabrese che ai tempi dell'impero di Bisanzio fu uno dei centri più vitali della Penisola, tanto da guadagnare l’appellativo di “Ravenna del Sud”


L'Oratorio di San Marco e la chiesa di Maria la Panaghìa | La Cattedrale di Maria Santissima Achiropita e il "Codex Purpureus Rossanensis" | Santa Maria del Patir | San Nilo, da Rossano a Grottaferrata

Proseguendo lungo le stradine della cittadina, si arriva davanti alla Cattedrale dedicata a Maria Santissima Achiropita. Nel guardare la facciata e il suo campanile si fa fatica a pensare che l’edificio sia stato eretto alla fine dell’XI secolo, epoca in cui i Normanni si impossessarono della città e la diocesi divenne sede metropolitana. E se non si vede ciò che ci si aspetta è solo perché il terremoto del 1836 distrusse completamente l’antica facciata. Eretta quindi nell’XI secolo, con successivi interventi nel XVIII e XIX secolo, è il principale monumento architettonico della città, con pianta a tre navate e tre absidi. La torre campanaria e la fonte battesimale risalgono al XIV secolo mentre gli altri decori sono databili tra il XVII e il XVIII secolo.



La chiesa è famosa per l’antica immagine della Madonna Acheropita – dalla quale ha preso il nome –, ossia non dipinta da mano umana, risalente tra la fine del VI e la prima metà dell’VIII secolo e collocata nel mezzo della navata principale. All’interno della sacrestia fu ritrovato, nel 1879, il famoso Codex Purpureus Rossanensis , un evangelario greco del V-VI secolo di origine mediorientale o alessandrina, portato a Rossano probabilmente da qualche monaco in fuga dall’oriente durante l'invasione araba dei secoli IX-X e composto di 188 fogli di pergamena rossa contenenti i Vangeli di Matteo e, quasi per intero, di Marco e una lettera di Eusebio a Carpiano. Il manoscritto, mutilo e anonimo, senza dubbio la testimonianza più rappresentativa e preziosa della cultura bizantina a Rossano, riporta testi vergati in oro e argento ed è impreziosito da 15 miniature che illustrano i momenti più significativi della vita e della predicazione di Gesù. Oggi l’importante documento è conservato presso il Museo Diocesano della cittadina calabrese.
L’antica immagine della Madonna ‘Acheropita’, ossia non dipinta da mano umana, conservata all’interno della cattedrale di Maria Santissima Achiropita a Rossano.
L’antica immagine della Madonna ‘Acheropita’, ossia non dipinta da mano umana, conservata all’interno della cattedrale di Maria Santissima Achiropita a Rossano.

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