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18/3/2008

La formazione italiana del giovane Mozart

Nei soggiorni in Italia il compositore conobbe importanti musicisti e visse esperienze decisive per la definizione del suo stile

Un’esperienza fondamentale per la  formazione artistica del grande musicista Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 27 gennaio 1756 - Vienna, 5 dicembre 1791) è costituita dai soggiorni in Italia: il primo viaggio compiuto con il padre tra il dicembre 1769 e il marzo 1771 ha un seguito tra l’agosto  e il dicembre del 1771, e ancora tra l’ottobre 1772 e il marzo 1773.

Dopo essere stato nominato maestro di concerto dall’arcivescovo di Salisburgo, il giovanissimo musicista, ormai noto in tutta Europa, riceve un’accoglienza entusiasta, ma soprattutto, entra in contatto con personalità di rilievo, quali Domenico Cimarosa (1749-1801), Giuseppe Sarti (1729-1802), Niccolò Piccinni (1728-1800) e Giovanni Paisiello (1740-1816); è soprattutto il suo rapporto con il compositore veronese Antonio Salieri (1750-1825), però, ad aver suscitato molti commenti, arricchiti anche da slanci di fantasia, come ad esempio nel dramma dello scrittore russo Alexander Puškin Mozart e Salieri, dove viene descritta la tragica morte del primo per avvelenamento provocato dal rivale.



Siamo nella seconda metà del Settecento, quando ancora l’Italia non ha rivali dal punto di vista musicale, sia per quanto riguarda il teatro operistico, sia l’oratorio o la musica sacra e spirituale. La vita musicale è parte integrante dell’esistenza quotidiana di tutte le classi sociali e ogni centro abitato ha uno o più teatri, di corte, pubblici o privati, ai quali si affiancano le attività dei conservatori, delle accademie, delle scuole musicali e delle istituzioni caritatevoli per gli orfani. Venezia e Napoli si distinguono come i centri artistici più importanti e costituiscono spesso il trampolino di lancio per i giovani compositori. Firenze, Torino e Milano non sono da meno. Il primo trionfo di Mozart avviene proprio a Milano, dove viene accolto nella casa del conte Carlo di Firmian, governatore generale, e incaricato di comporre la musica per un’opera da rappresentare durante il Carnevale del 1771; a Bologna conosce invece padre Giovanni Battista Martini, che gli impartisce lezioni di contrappunto e che lo sostiene anche nella prova di esame presso l’Accademia Filarmonica di Bologna, di cui sarà in seguito nominato membro.



In occasione della Settimana Santa, Mozart e il padre giungono a Roma, assistendo al Miserere di Gregorio Allegri nella Cappella Sistina, spettacolo unico nel suo genere eseguito sotto la suggestione del Giudizio Universale di Michelangelo, per l’occasione illuminato dai ceri. Viene così descritto da Stendhal nella Vita di Mozart: «Poiché all’epoca si diceva che ai musicisti del Papa fosse proibito, sotto pena di scomunica, copiarne la musica, Wolfang si ripromise di impararlo a memoria. Difatti lo scrisse al suo ritorno in albergo. Visto che quel Miserere doveva essere replicato la sera del venerdì santo, il giovane Mozart volle assistervi nuovamente, tenendo il manoscritto nascosto sotto il cappello, e poté così apportarvi qualche correzione. Questo aneddoto fece sensazione in città. I romani, alquanto scettici, vollero che il fanciullo cantasse quel Miserere in un concerto. Il castrato Cristofori, che lo aveva cantato nella Cappella Sistina, e che era presente, con la sua stupefazione completò il trionfo di Mozart».

Il racconto di Stendhal si accende con un aneddoto napoletano, successivo alla permanenza nella città eterna: Mozart era impegnato a eseguire un concerto presso il Conservatorio della Pietà; qualcuno nel pubblico cominciò a urlare che il suo anello era stregato e che lo doveva immediatamente togliere, ma la musica non cambiò di intensità e la sua magia era tale da riuscire a sconvolgere qualsiasi ascoltatore.



Nell’arco di tempo compreso tra il primo e l’ultimo soggiorno italiano, Mozart compone tre opere che verranno messe in scena: Mitridate re del Ponto, eseguita il 26 dicembre nel 1770, con oltre venti repliche; Ascanio in Alba (1771) e Lucio Silla (1772). Soprattutto, è in questo periodo che egli sperimenta e dopo una fase di maturazione prenderà forma il suo stile.
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