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14/4/2008

Giotto e il suo tempo: il caso della Scuola di Rimini

Nel Museo della Città e nelle chiese del territorio per ammirare le opere di Giuliano, Giovanni, Pietro e il Maestro dell’Arengo


Lo stile “protogiottesco” di Giuliano da Rimini | Giovanni da Rimini e la maniera giottesca | Il Maestro dell’Arengo: eleganza e maturità stilistica | Pietro da Rimini e il pathos sentimentale

Nel secondo decennio del Trecento la pittura riminese è caratterizzata da una maturità che le permette di svincolarsi dagli stilemi giotteschi. Il Maestro dell’Arengo è testimone con le sue opere di quegli anni; il suo stile, infatti, pur legandosi ai modi di Giotto, si differenzia per le rappresentazioni calibrate e tendenti a una certa spiritualità. Come Giovanni da Rimini lavora nella Chiesa di Sant’Agostino nella propria città e dipinge nel 1315 il Crocifisso. Dalle forme giottesche, l’opera si presenta più drammatica nell’espressione sofferente del volto e violenta nei contrasti del chiaro-scuro che donano al corpo una forma volumetrica più accentuata e scultorea.

Sempre per la stessa chiesa il Maestro dell’Arengo ha dipinto un affresco che raffigura il Giudizio Universale; distaccato dalla sala del Consiglio generale in cui si trovava, ora è conservato nel Museo della Città di Rimini
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