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Linked Open Data

 

Linked Open Data, una nuova opportunità per istituzioni e utenti

Mettendo online le informazioni sotto forma di dati grezzi collegabili ad altri dello stesso tipo, i provider possono generare connessioni e arricchire la conoscenza, migliorando al tempo stesso la loro visibilità. Europeana promuove l'uso dei dati aperti. La licenza dei metadati proposta da CulturaItalia è allineata con quella europea

 

I Linked Open Data: che cosa sono?

I dati, se isolati, hanno poco valore; viceversa, il loro valore aumenta sensibilmente quando dataset differenti, prodotti e pubblicati in modo indipendente da diversi soggetti, possono essere combinati liberamente da terze parti, realizzando applicazioni innovative e per scopi non previsti.

Pubblicare i dati come "beni comuni" (in inglese commons) in modo che siano pienamente utilizzabili e collegati semanticamente tra loro, questo è l'obiettivo principale che si vuole raggiungere con i Linked Open Data (LOD).

L'iniziativa è stata lanciata da Tim Berners Lee, uno dei padri del World Wide Web, nel 2009 con l'obiettivo di passare dal web dei documenti al web dei dati e oggi è sviluppata in numerosi progetti nazionali e internazionali d'avanguardia.

I LOD sono dati "grezzi" pubblicati in formato RDF (Resource Description Framework) con una licenza "aperta" in modo da poter essere usati come base per fornire servizi a valore aggiunto per i cittadini e le imprese.

Si tratta di un passo essenziale verso la realizzazione del Web Semantico, la visione cioè del Web come un unico grande database globale e distribuito, interrogabile dalle macchine indipendentemente dalla provenienza dei dati.

 

I LOD e l'interoperabilità

Il paradigma Linked Open Data definisce delle regole per la pubblicazione dei dati sul Web in modo che possano essere facilmente individuati, incrociati e manipolati dalle macchine indipendentemente dalla provenienza dei dati. Questo meccanismo permette di aumentare la visibilità dei dati che sono localizzati tramite URL, per cui il loro uso porterà un aumento del traffico verso il sito web dell'ente produttore del dato grezzo.

I Linked Data vengono espressi tramite Resource Description Framework (RDF) e resi disponibili utilizzando un servizio SPARQL Endpoint. RDF non è propriamente un formato di dati, ma un "data model", cioè un formalismo per rappresentare dati, costituito da triple del tipo soggetto-predicato-oggetto. La caratteristica più importante di questo modello, su cui si basano i Linked Open Data, è l'uso dell'Uniform Resource Identifier (URI) e in particolare dell'Uniform Resource Locator (URL) per identificare i dati che possono descrivere oggetti, persone, luoghi, libri, artefatti, istituzioni, enti e così via. Così le risorse sono rappresentate in un modo comprensibile tanto dagli umani quanto dalle macchine. I collegamenti e le relazioni tra le entità descritte nei dataset sono perciò esplicitati e formalizzati nel modello RDF; questo rende possibile la realizzazione di applicazioni in grado di utilizzare facilmente Linked Open Data e "saltare" da un dataset all'altro grazie proprio ai collegamenti (o relazioni) tra i dati.

Facciamo un esempio: supponiamo che un'amministrazione locale pubblichi LOD relativi ai monumenti storici e ai servizi ricettivi che si trovano nelle vicinanze e che un altro ente pubblichi dati descrittivi dei monumenti, delle opere esposte nei musei, degli artisti e dei periodi storici. Combinare i dataset potrebbe essere di grande utilità, ad esempio per offrire un servizio personalizzato sugli itinerari in base agli interessi culturali specifici di un turista. Per identificare i monumenti, il dataset dell'ente pubblico usa le URL (del tipo http://ente.it/monumenti/XYZ); il contenuto digitale di tali URL corrisponde alla descrizione dettagliata dei monumenti. Il dataset dell'amministrazione locale, inserendo dei link a tali URL, permetterebbe a un software di risolvere l'URL e ottenere la descrizione del monumento sempre aggiornata.

Inoltre, dal momento che RDF consente di specificare precisi tipi di risorse, potremmo pensare a un semplice script che trovi tutte le risorse di tipo "monumento" nel dataset dell'amministrazione locale e che importi, per ciascuna, informazioni aggiuntive, creando così un dataset misto. Su quest'ultimo nuovo dataset arricchito si potrebbero poi fare una query del tipo "trova tutti gli alberghi vicini a un monumento successivo al XIII secolo, in cui siano esposte sculture del Canova".

 

Quali sono i vantaggi?

  • Riduzione della duplicazione delle informazioni - Chi crea un dataset può collegarlo direttamente a dataset esistenti di cui non dispone direttamente; chi crea un mashup, un sito o un'applicazione di tipo ibrido, che includa dinamicamente informazioni o contenuti provenienti da più fonti, invece di importare i dati può linkarli. Meno lavoro, quindi, ma soprattutto dati sempre aggiornati.

  • Maggiore evidenza - I Linked Open Data aiutano a generare link significativi tra le pagine web. Questo facilita gli utenti nella scoperta dei contenuti, mettendo in evidenza i dati prodotti dagli enti e aumentando il traffico verso i siti web degli istituti produttori.

  • Autorevolezza - DBpedia, Freebase e Project Gutenberg vengono spesso indicati come fonti di metadati autorevoli. Gli istituti culturali possono affermarsi anch'essi come fonti autorevoli di informazioni sul patrimonio culturale, realizzando una "spina dorsale" per lo sviluppo del web semantico.

  • Nuovo pubblico - Quando gli utenti analizzano i dati e li utilizzano per creare applicazioni come API (Application Programming Interface) e mashup, propongono i vostri contenuti a un pubblico nuovo che difficilmente sarebbe raggiungibile.

  • Migliore esperienza per gli utenti - Fornendo agli utenti informazioni di alta qualità e contestualmente utili, si migliorerà la loro esperienza di fruizione; gli utenti saranno, quindi, più propensi a consultare il vostro sito web.

  • Uso efficiente delle risorse - La condivisione di dati provenienti per lo più da investimenti pubblici fa sì che possano essere utilizzati in modo più efficiente permettendo agli utenti di contribuire ad arricchire i metadati. Questo comporta anche il riutilizzo diretto in settori come la formazione, la ricerca scientifica e il turismo culturale.

 

Europeana e i Linked Open Data

Europeana - biblioteca digitale europea che riunisce contributi digitalizzati dalle istituzioni culturali dei 27 Paesi Ue - si è fatta promotrice dell'iniziativa per incentivare lo sviluppo, in ambito culturale, di applicazioni innovative per la produzione di contenuti digitali e la creazione di nuovi servizi sul web. Dal 1 luglio 2012 Europeana presenterà esclusivamente metadati sotto forma di LOD, perciò corredati della licenza per il pubblico dominio (oggi sono a disposizione dati aperti relativi a 2,4 milioni di oggetti digitali del patrimonio culturale europeo). L'accordo sullo scambio dei dati (Data Exchange Agreement), già sottoscritto dai partner culturali europei per inserire i propri metadati in Europeana, è basato sulla licenza aperta Creative Commons 0 per permettere, appunto, il riuso dei dati.

 

Come fare per partecipare all'iniziativa?

Il modo più semplice per trasformare i vostri dati in LOD è aderire a CulturaItalia o, nel caso delle biblioteche, a Internet Culturale, interoperabile con CulturaItalia. Il sistema di CulturaItalia è predisposto per trasformare i vostri metadati in LOD e per inviarli automaticamente a Europeana.

Rendendo interoparabile la vostra banca dati con CulturaItalia (o Internet Culturale), i vostri dati acquisiscono una nuova visibilità partecipando al processo di innovazione del web culturale.

Alla pagina "Aderisci al portale" troverete le informazioni su come aderire a CulturaItalia e rendere interoperabile la vostra banca dati, con gli allegati al modello di licenza per CulturaItalia e al contratto per lo scambio di dati Europeana.

 

Per saperne di più

LinkingOpenData, W3C SWEO Community Project
http://www.w3.org/wiki/SweoIG/TaskForces/CommunityProjects/LinkingOpenData
http://www.w3.org/DesignIssues/LinkedData.html

Europeana - Support for Open Data
http://pro.europeana.eu/web/guest/support-for-open-data

M. Jakob, The DBpedia Data Set, 2011
http://wiki.dbpedia.org/Datasets

LinkedOpenData.it
http://www.linkedopendata.it

Tim Berners-Lee on the next web. Talk on TED 2009
http://www.ted.com/talks/tim_berners_lee_on_the_next_web.html

I dati aperti della PA
http://www.dati.gov.it

Iryna Solodovnik, Comunicazione e ricerca semantica di contenuti informativi tra Metadati, Linked Open Data e Ontologie, in �Bibliotime�, anno XIV, numero 2 (luglio 2011)
http://didattica.spbo.unibo.it/bibliotime/num-xiv-2/solodovnik.htm

Antonella De Robbio e Silvia Giacomazzi, Dati aperti con LOD in �Bibliotime�, anno XIV, numero 2 (luglio 2011)
http://didattica.spbo.unibo.it/bibliotime/num-xiv-2/derobbio.htm

Linked Data for Libraries, Jan Hannemann e J�rgen Kett
http://www.ifla.org/files/hq/papers/ifla76/149-hannemann-en.pdf