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Evento

17/4/2014

Al Triennale Design Museum il progetto al tempo della crisi

Nuovo allestimento del museo milanese, che esplora il tema dell’autosufficienza produttiva in tre periodi storici cruciali: gli anni Trenta, gli anni Settanta e gli anni Zero

VII Triennale Design Museum: Il design italiano oltre le crisi - Autarchia, austerità, autoproduzione
VII Triennale Design Museum: Il design italiano oltre le crisi - Autarchia, austerità, autoproduzione

Il Triennale Design Museum di Milano, concepito come uno spazio dinamico, rinnova l’allestimento per la settima volta; la nuova edizione, intitolata “Il design italiano oltre le crisi. Autarchia, austerità, autoproduzione”, focalizza l’attenzione sul tema dell'autosufficienza produttiva, soffermandosi su alcuni periodi storici cruciali. Il percorso espositivo, inaugurato il 4 aprile, è visitabile fino al 22 febbraio 2015. La direzione è di Silvana Annicchiarico, la cura scientifica di Beppe Finessi, il progetto di allestimento (in metallo e pannelli in fibra di legno Osb) di Philippe Nigro, il progetto grafico di Italo Lupi; il catalogo è pubblicato da Corraini Edizioni.

L’idea di partenza è che le crisi economiche stimolino la creatività progettuale, come dimostrano, in particolare, gli esiti degli anni Trenta, degli anni Settanta (con la nascita dei distretti) e degli anni Zero (con forme sperimentali di produzione dal basso e di autoproduzione). Viene tracciata così una storia “alternativa” del design italiano, fatta anche di episodi all’apparenza minori, attraverso una selezione di oltre 650 opere.

Tra gli autori Fortunato Depero, Bice Lazzari, Fausto Melotti, Carlo Mollino, Franco Albini, Gio Ponti, Antonia Campi, Renata Bonfanti, Salvatore Ferragamo, Piero Fornasetti, Bruno Munari, Alessandro Mendini, Gaetano Pesce, Ettore Sottsass, Enzo Mari, Andrea Branzi, Ugo La Pietra fino a Martino Gamper, Formafantasma, Nucleo, Lorenzo Damiani, Paolo Ulian, Massimiliano Adami.

L’itinerario di visita si sviluppa cronologicamente, aprendosi con una grande stanza/vetrina che riunisce in un colpo d’occhio una scelta di oggetti rappresentativi dei tre periodi. Inizia con Depero, il primo maker, e con la sua bottega Casa d’Arte a Rovereto, dove venivano realizzati quadri e arazzi, mobili e arredamenti, giocattoli e abiti, manifesti pubblicitari e allestimenti. Si conclude con una sala a cura di Denis Santachiara dedicata al design autoriale che si autoproduce con le nuove tecnologie. In mezzo diversi protagonisti che hanno creato non solo nuovi linguaggi ma nuove modalità di produzione.

“Le sette ossessioni del design italiano”, “Serie fuori serie, “Quali cose siamo”, “Le fabbriche dei sogni”, “Grafica italiana e design” e “ La sindrome dell’influenza” sono state le precedenti sei “esplorazioni” del Museo.