Condividi
  • Facebook
  • Twitter
Evento 19/3/2014

Ettore Spalletti, il tempo come eterno presente

Tre sedi per un unico progetto espositivo: il Maxxi di Roma, la Gam di Torino e il Madre di Napoli. Un'esplorazione dell'intero percorso artistico dell'autore, tra pittura e scultura, astrazione e figurazione

Tre importanti musei come la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino (Gam), il Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli (Madre) e il Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo (Maxxi) di Roma, presentano l’evento espositivo “Ettore Spalletti. Un giorno così bianco, cosi bianco”: oltre settanta opere, tre musei, un solo titolo per tre mostre che raccontano la ricerca artistica di Ettore Spalletti, maestro dell’arte contemporanea italiana con la cura di Anna Mattirolo per il Maxxi, di Danilo Eccher per la Gam, di Andrea Viliani e Alessandro Rabottini per il Madre.

Si parte dalla Capitale, al Maxxi, il 13 marzo con un progetto caratterizzato da una grande installazione ambientale che resta visibile fino al 14 settembre: sono diciassette le opere che Spalletti presenta, un'installazione unica nata dall’esigenza di confrontarsi con uno spazio architettonico fortemente caratterizzato. Sulle pareti della sala, il colore si muove lungo tavole di grande formato come le Parole di colore grigioazzurro, Parole di colore, rosa tenue, Parole di colore, rosso azzurro, tutte realizzate nel 2011, quadri in cui la pittura sembra muoversi, instabile, rarefatta. L’artista tocca tutti gli elementi architettonici, dal pavimento, su cui il colore si adagia come un orizzonte con Voce bassa (2014), alle Colonne sole (2014), grandi apparizioni: al centro della galleria campeggia l’opera che dà il titolo al progetto, Un giorno così bianco, così bianco (2014), un volume di quattro metri per lato che contiene undici quadri bianchi a dimostrare quanto la pittura dell’artista sconfini continuamente nella scultura e viceversa.

Alla Gam di Torino, dal 27 marzo al 15 giugno, viene invece presentata un’ampia selezione di opere provenienti dallo studio dell’artista e da importanti collezioni private che si propone di ricostruire l’atmosfera dello studio dell’artista. Spalletti infatti vive emotivamente i suoi luoghi: qui trascorre le sue giornate, lo studio diventa un rifugio protetto, un punto di osservazione privilegiato del mondo circostante, in cui nasce la sua personale riflessione e interpretazione dell’essenza delle cose che lo circondano. Tra i circa venticinque lavori in mostra un’opera, proveniente da una importante collezione privata belga, Coppa, 1982 e Disegno, mano libera, un disegno di otto metri del 1981, presentato in anteprima nazionale a Torino.

Infine, al Madre di Napoli, dal 13 aprile fino al 18 agosto, viene esposto un excursus di  opere sia storiche che recenti, che ripercorre tutto la ricerca di Spalletti, dagli esordi fino a oggi: si tratta di circa quaranta opere che prescindono dall’adozione di un criterio cronologico, per restituire quella sensazione del tempo come eterno presente, che è al centro della pratica artistica di Spalletti. In mostra lavori mai esposti, come la grande installazione-scultura Foglie del 1969 e le maquette architettoniche per progetti, sia una serie di opere come Presenza stanza, 1978, dalla quale si origina il discorso, centrale nella sua opera, sul rapporto tra pittura e scultura; Colonna di colore, 1979, una solitaria presenza scultorea che trasforma il colore in pilastro dell’architettura; Contatto, 1976, in cui il pigmento stabilisce con lo spazio con lo spettatore un rapporto percettivo quasi simbiotico. La mostra, inoltre, esplora la dialettica tra astrazione e figurazione attraverso lavori come La bella addormentata, 1975, Montagna riflessa, 1985 e Bella addormentata, Vesuvio, 1988; un’ampia sezione è dedicata anche allo studio delle potenzialità espressive dei singoli materiali usati da Spalletti – come l’alabastro, il marmo, la foglia d’oro, la carta e il pigmento di colore puro – come agenti in grado di aprire gli orizzonti della pittura e del nostro sguardo su di essa.

Le tre mostre sono accompagnate da  una pubblicazione edita da Electa realizzata su progetto dello Studio Spalletti, che ripercorre l’intera carriera dell’artista, con testi critici di Carlos Basualdo, Danilo Eccher, Gabriele Guercio, Anna Mattirolo, Gloria Moure Cao, Alessandro Rabottini, Andrea Viliani.

torna all'inizio del contenuto