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Evento

23/3/2017

Lotto, Savoldo e Cariani: "il senso del rosso"

A Roma, alle Gallerie Nazionali d'Arte Antica, la mostra "Venezia scarlatta", nata dalla collaborazione con importanti musei internazionali per valorizzare le collezioni

Lorenzo Lotto, Matrimonio mistico di Santa Caterina di Alessandria, 1524, olio su tela, 98x115cm; Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica
Lorenzo Lotto, Matrimonio mistico di Santa Caterina di Alessandria, 1524, olio su tela, 98x115cm; Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica, a Roma, presentano dal 15 marzo all’11 giugno, nella sede di Palazzo Barberini, la mostra “Venezia scarlatta: Lotto, Savoldo, Cariani”, a cura di Michele Di Monte, nata attorno al capolavoro di Lorenzo Lotto Matrimonio mistico di Santa Caterina d’Alessandria del 1524 e frutto di una serie di collaborazioni che le Gallerie hanno avviato con musei internazionali per valorizzare le rispettive collezioni.

Sei le opere esposte – provenienti dal Metropolitan Museum of Art di New York, dal Musée du Louvre di Parigi, dal Museo Nacional del Prado di Madrid e dall’ Accademia Carrara di Bergamo – che restituiscono “il senso del rosso” dei pittori veneti, utilizzato per tessere una fitta trama visiva e simbolica in cui si intrecciano valori civici, passioni religiose, affetti mondani, devozioni private, orgoglio professionale. Il rosso a Venezia è infatti materia eletta dell’arte: scienza segreta gelosamente custodita e tramandata da pittori, tintori, alchimisti e inventori.

I dipinti in mostra, “studi in rosso”, rimettono in questione il tema della centralità della città lagunare sulla Venezia di terra: la qualità della pittura di queste opere, caratterizzate da una pennellata cangiante con sfumature variabili e tonalità sensuali, rifocalizza il luogo comune circa i presunti rapporti di sudditanza tra periferia e centro. Generi tradizionalmente diversi, tra cui il ritratto, la storia biblica, il quadro devoto, la celebrazione biografica, sono accomunati da un lavoro di proiezione, riuso e migrazione dei motivi formali, compositivi e semantici dei grandi pittori veneziani, rielaborati in modo del tutto libero e autonomo.

La rassegna rientra nel programma di rilancio delle Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma divenute autonome con la riforma del Mibact nel luglio del 2015 e guidate da Flaminia Gennari Santori che spiega: «abbiamo individuato un fil rouge che si dipana tra le collezioni Barberini e Corsini e delinea la ragion d’essere di questo museo, una storia affascinante su come l’arte sia stata guardata, collezionata, diffusa e reinventata dai tempi di Urbano VIII (prima metà del XVII secolo) a quelli di Neri Corsini (seconda metà del XVIII secolo) fino ai giorni nostri».

Il Museo si prefigge di diventare un luogo di ritrovo, di incontro, di dialogo e confronto date le potenzialità che Palazzo Barberini e Galleria Corsini offrono al visitatore. Il rinnovamento si concretizza in una migliore e nuova fruizione delle collezioni, grazie al riallestimento di quelle a Palazzo Barberini, ad approfondimenti tematici all’interno del percorso, alle esposizioni in programma e ai nuovi sistemi multimediali.