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Evento

6/3/2014

Omar Galliani, il disegno mistico

Alla Gam di Torino "l'opera al nero" del maestro emiliano: trenta lavori a matita su tavola, tra i quali quattro inediti realizzati appositamente per l'occasione  

Omar Galliani, dalla serie Mantra, 1997-1999, 220x640 con cornice
Omar Galliani, dalla serie Mantra, 1997-1999, 220x640 con cornice

La Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (Gam) dedica all’artista emiliano Omar Galliani il secondo capitolo di “Dialoghi”, progetto sulle collezioni permanenti che punta a instaurare un dialogo con artisti affermati sulla scena contemporanea internazionale.

La mostra “L’opera al Nero. Omar Galliani”, aperta al pubblico dal 6 marzo al 18 maggio, fa riferimento all’importante patrimonio grafico della Gam, che comprende circa trentamila opere e che è da poco confluito nel nuovo Gabinetto Disegni e Stampe: il disegno è per Galliani un aspetto fondamentale del suo lavoro e testimonia una passione nata a partire dagli anni Settanta e mai estinta.

Il percorso espositivo comprende una selezione di circa trenta opere di imponenti dimensioni ed eseguite dalla metà degli anni Settanta fino a oggi, che – tutte realizzate con la tecnica del disegno a matita su tavola – mettono in luce l’aspetto più mistico della sua ricerca espressiva.

Attraverso l’uso quasi ossessivo della matita e delle punte di grafite, Galliani crea i suoi paesaggi dell’anima attraverso un'iconografia simbolica che va dai dettagli anatomici ingigantiti fino all’eccesso, ai Fiori fino all’omaggio a La Principessa Liu Ji nel suo quindicesimo anno di età, testimonianza della sua grande passione per la Cina. Per l’occasione vengono anche presentate quattro opere inedite, realizzate appositamente per il museo torinese: Paesaggio dei miei veleni (D’après Fontanesi), ispirata a Paesaggio con alberi e ruscello di Antonio Fontanesi (1895), che fa parte delle collezioni della Gam; Cassiopeia, Orione e Prometeo che ripropongono quegli stilemi anatomici tipici dell’opera di Galliani.

Completa la mostra un volume pubblicato da Mazzotta con testi di Danilo Eccher e Gregorio Mazzonis, oltre ad alcuni testi critici scelti dalla ampia antologia sull’artista.