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Evento

19/12/2016

“Dalle bombe al museo”, la Gam di Torino si racconta

Una mostra ripercorre la storia della ricostruzione postbellica in parallelo con gli sviluppi dell’arte contemporanea

Hans Hartung, Composition T. 50-5, 1950
Hans Hartung, Composition T. 50-5, 1950

La Gam - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino racconta la storia della propria ricostruzione dopo la Seconda guerra mondiale nella mostra “Dalle bombe al museo: 1942-1959. La rinascita dell’arte moderna. L’esempio della Gam”, in programma dal 14 dicembre al 14 maggio 2017, a cura di Riccardo Passoni e Giorgina Bertolino, da un’idea di Carolyn Christov-Bakargiev e con il coordinamento di Gregorio Mazzonis; il catalogo è pubblicato da Silvana Editoriale.

Il Padiglione Calderini, edificio del 1880 che dal 1895 ospitava le collezioni museali, fu bombardato e parzialmente ridotto in macerie, così come furono danneggiate alcune opere di grandi dimensioni che non era stato possibile trasferire altrove. La nuova sede fu progettata, durante la direzione di Vittorio Viale (1891-1977), da Carlo Bassi (1923) e Goffredo Boschetti (1923-2013), giovani vincitori del concorso nazionale bandito dall’amministrazione comunale nel 1951 e concluso nel 1952; i lavori iniziarono nel 1954 e la Galleria fu inaugurata nel 1959 alla presenza del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.

La ricostruzione si colloca nel più ampio contesto di quella della città e del paese e di pari passo con la nascita dell’informale, dello spazialismo, all’arte cinetico-programmata e dell’optical. Il cantiere fu un vero e proprio crocevia internazionale, sede di sopralluoghi e scambi di informazioni di architetti e direttori di musei. Il risultato fu un edificio dotato di una tensione interna, con le pareti esterne inclinate, articolato in tre corpi – l’ala delle collezioni permanenti, quella delle mostre temporanee, il blocco con la sala conferenze e la biblioteca – e inserito diagonalmente nell’isolato, rompendo la maglia ortogonale.

Il percorso espositivo presenta alcune opere emblematiche, in parte distrutte e in parte restaurate, del museo bombardato, evidenziando le acquisizioni che dimostrano che già all’epoca si stava lavorando alla formazione di una collezione di respiro internazionale. Sono ricostruiti, inoltre, gli arredi originali. Ai dipinti, alle sculture e agli oggetti di design si affiancano, poi, fotografie, tavole e disegni d’architettura, lettere e documenti.




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