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23/2/2017

Museo Marini, uno spaccato d'arte italiana che si apre alla città

L'istituzione museale di Firenze inaugura un nuovo corso, con un comitato d'onore e un visiting director, con gli obiettivi di rafforzare i rapporti col territorio, migliorare la visibilità internazionale e potenziare le attività educative

il Museo Marino Marini
il Museo Marino Marini

Il Museo Marino Marini di Firenze comincia un nuovo corso volto ad aprirsi sempre di più alla città, a diventare un luogo di aggregazione anche con attività multidisciplinari, in collegamento con altre istituzioni cittadine, rafforzando i rapporti con il territorio.

Il Museo è un piccolo spaccato della storia dell’arte italiana: l’ex chiesa di San Pancrazio, infatti, un edificio con origini paleocristiane, conserva la Cappella Rucellai con il Tempietto del Santo Sepolcro, opera di Leon Battista Alberti e la collezione delle opere di Marino Marini, tra i più importanti artisti italiani del Novecento, per ospitare la quale fu ristrutturato dagli architetti Lorenzo Papi e Bruno Sacchi.

Un ulteriore obiettivo del museo è quello di rafforzare la visibilità internazionale consolidando una rete di rapporti con altre istituzioni, mediante la costituzione di un Comitato d’onore presieduto da Michela Bondardo: dal 2017 una struttura internazionale formata da personalità del mondo dell’arte, e non solo, avrà il compito di promuovere le iniziative del museo; ne fanno parte Vittorino Andreoli, Sylvia Lahav, Nicolas V. Iljine, Maria Vittoria Colonna Rimbotti, Ellyn Toscano, Alessandro Mendini, Laurence Kardish, David Parsons, Jeffrey Schnapp.

La curatela del museo, inoltre, viene affidata ad una nuova figura, il Visiting director, scelto fra curatori italiani e internazionali, che si occuperà per un anno della programmazione espositiva e avrà il compito di realizzare un progetto ad hoc attorno al quale ruoteranno tutti gli altri eventi. Per il 2017 è stato scelto Dmitry Ozerkov, storico dell’arte, curatore del Dipartimento di Arte Contemporanea del Museo di Stato dell’Hermitage.

Un altro aspetto riguarda il potenziamento dell’attività del Dipartimento Educazione, verso le scuole, ma non solo: è un esempio, il progetto “l’Arte tra le mani” avviato nel 2012, per favorire l’accesso all’arte alle persone affette da Alzheimer e ai loro caregiver.

Nell’autunno del 2017, infine, il museo ospiterà la mostra celebrativa del trentennale del film del regista statunitense James Ivory, Camera con vista (A Room with a View), tratto dall’omonimo romanzo di E. M. Foster, interpretato da Daniel Day-Lewis, Helena Bonham Carter, Julian Sands e Maggie Smith, di cui Firenze è stata protagonista. Una rassegna sul back stage, con immagini inedite e che nasce dalla collaborazione fra e con tutte le istituzioni cittadine, Comune, Regione, Film Commission Toscana, NYU, British Institute, Odeon Firenze e lo stesso regista.



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