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Focus

14/6/2017

"We wear culture", una sfilata virtuale che attraversa tremila anni

Sulla piattaforma Google Arts & Culture un progetto dedicato alla storia della moda che coinvolge 180 importanti istituzioni culturali internazionali. Non potevano mancare le collezioni dei musei italiani

Progetto "We Wear Culture"
Progetto "We Wear Culture"

Tremila anni della moda mondiale vengono riuniti nella più grande sfilata virtuale grazie al progetto “We Wear Culture”, "Indossiamo la cultura", frutto della collaborazione tra Google Cultural Institute e oltre 180 importanti istituzioni culturali italiane e internazionali. Utilizzando una tecnologia all'avanguardia, che comprende la realtà virtuale, i video a 360°, le Street View e le immagini gigapixel ad alta risoluzione, il nuovo progetto consente di esplorare la storia della moda e dei suoi pezzi iconici sulla piattaforma Google Arts & Culture. Esperti di moda, curatori e stilisti e università, musei e organizzazioni non governative di ogni parte del mondo hanno collaborato all'esposizione per dimostrare che la moda fa parte della nostra cultura, costituisce una forma d'arte ed è il frutto di una raffinata artigianalità.

Il progetto consente di esplorare stili e look di epoche diverse, dall'antica “Via della seta”, passando per le mode sofisticate di Versailles, fino al punk britannico o alle storie che sono alla base degli abiti che indossiamo oggi. Pezzi iconici che hanno cambiato il modo di vestire di intere generazioni, come i tacchi a spillo di Marilyn Monroe o l’abito nero di Chanel, vengono riportati in vita grazie alla realtà virtuale. Le diverse mostre digitali presentano icone, movimenti, pionieri e trendsetter fra cui Alexander McQueen, Marilyn Monroe, Cristóbal Balenciaga, Coco Chanel, Audrey Hepburn, Christian Dior, Helmut Newton, Irving Penn, Yves Saint Laurent, Manolo Blahnik, Gianni Versace , Oscar de la Renta, Pierre Balmain, Vivienne Westwood, Miyake Issey.

I partner italiani coinvolti nel progetto sono il Museo Salvatore Ferragamo di Firenze; il Museo del Tessuto di Prato; il Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica di Torino; il Palazzo Fortuny e il Palazzo Moceningo di Venezia; il Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi a Stra (Venezia); il Maxxi - il Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo e la Fondazione Micol Fontana di Roma; la Fondazione Gianfranco Ferré e la Fondazione Pitti Discovery di Milano; Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza

Tra i musei, il Palazzo Madama di Torino partecipa con nove esposizioni virtuali delineate all’interno della collezione di costume del museo, che comprende oltre 350 capi tra abiti, cappelli, borse, guanti, colletti e sciarpe in merletto oltre alle raccolte di tessuti e di arti applicate, con ventagli, calzature, pettini in avorio e tartaruga, fibbie e bottoni in metallo, etichette di prodotti di bellezza.

Il patrimonio, che spazia dal XVII al XX secolo e che oggi è in buona parte fruibile online grazie alla piattaforma Google Arts & Culture, si articola in nove sezioni: “Palazzo Madama: gemme di moda dalla Collezione” presenta gli abiti più preziosi della raccolta di costume e moda di Palazzo Madama dal XVIII all’inizio del XX secolo; “The Museum is fashionable” è il primo percorso in cardboard VR realizzato con Street View, che consente agli utenti di camminare per la scalinata Juvarriana di Palazzo Madama, percorrere le sale barocche del piano nobile e concludere la visita in Sala Atelier, lo spazio espositivo al secondo piano del museo deputato alle esposizioni dedicate alla moda; il restauro del Banyan documenta l’intervento realizzato su una preziosa veste da camera maschile settecentesca che ha consentito di restituire la corretta lettura del capo; “Aria di moda” consente di esplorare le storie nascoste nella collezione di ventagli provenienti da Europa e Cina e catturati in Gigapixel, fotocamera artistica di Google Arts & Culture, un dispositivo personalizzato che acquisisce centinaia di fotografie ravvicinate successivamente cucite insieme per creare un'unica immagine intensamente dettagliata, rivelatrice di particolari invisibili a occhio nudo; “Stile e artigianalità impeccabili”: l’arte di cinque modisterie torinesi presenta le creazioni di eccellenti atelier che hanno dettato la moda del cappello a Torino; “Sorprendenti artigiani calzolai a Torino” si concentra sulla collezione di scarpe, tra cui quelle di Bartolomeo Cavallera, autore nel 1954 delle calzature protagoniste nel film La contessa scalza con Ava Gardner, e le calzature gioiello di Aldo Sacchetti. “Torino capitale della Moda” è un viaggio alla scoperta degli abiti della collezione di Palazzo Madama; “Stili ed eccellenza italiani” presenta una scelta tra le 70 cartelle di certificazione dei modelli ideati dalla sartoria Nebbia di Torino; infine, “Un tocco di glamour” è un percorso sulla moda attraverso una selezione di dipinti appartenenti alle collezioni dei musei civici torinesi.

Il Maxxi di Roma, invece, rende disponibili online video, fotografie, approfondimenti dedicati a “Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968”, la mostra a cura di Maria Luisa Frisa, Anna Mattirolo e Stefano Tonchi che nel 2014 attraverso la lente della moda ha proposto un ritratto della cultura italiana in un momento di creatività straordinaria. Emilio Schuberth e le Sorelle Fontana, Germana Marucelli e Mila Schön, Valentino e Simonetta, Roberto Capucci e Fernanda Gattinoni, Fendi, Renato Balestra, Biki, Irene Galitzine, Emilio Pucci, Fausto Sarli: dalle creazioni per i grandi balli, all’eleganza degli abiti da mezza sera, dal grafismo rigoroso del bianco e nero all’esplosione cromatica degli anni Sessanta, dalle invenzioni per le attrici della Hollywood sul Tevere alle intense collaborazioni fra sarti e artisti. Ottanta abiti cui si accostano bijoux, scarpe, cappelli, borse, una selezione di pezzi unici di Bulgari, fotografie di Pasquale De Antonis, Federico Garolla, Ugo Mulas e opere d’arte di Carla Accardi, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana.

L'esposizione “We wear Culture” è aperta a tutti e disponibile online anche attraverso l'app Google Arts & Culture su iOS e Android.




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