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27/11/2017

Roma: incontro sulla Villa di Aiano, "dallo scavo al museo di arte contemporanea"

Lunedì 4 dicembre presso il Museo Nazionale Romano, nella sede della Crypta Balbi, tra le 16 e le 19, continuano i “Discorsi sul metodo”, questa volta sullo scavo della villa romana di Aiano - Torraccia di Chiusi a San Gimignano (Siena), città nota soprattutto per l’architettura medievale. Interverranno Daniela Porro, direttrice del Museo; Caterina Bon di Valsassina, titolare della Direzione generale per l'Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact); Elena Calandra, direttrice dell'Istituto Centrale per l'Archeologia; Marco Cavalieri (Università Cattolica di Lovanio); Charles Bossu (Academia Belgica); Anna Di Bene, soprintendente per l'Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio per le province di Siena, Arezzo e Grosseto; Mirella Serlorenzi, responsabile della Crypta Balbi; Carolina Taddei, assessore alla Cultura, Turismo e Promozione del territorio del Comune di San Gimignano; Guido Vannini (Università degli Studi di Firenze). L’incontro comprende la presentazione dei dati derivanti dallo scavo (molto noti i mosaici), svolto dall’Università Cattolica di Lovanio (Belgio) su concessione ministeriale, ma anche il progetto complessivo che interessa la villa e il suo contesto. La sfida è proporre un’offerta turistico-culturale non solo di massa, ma rivolta anche a settori d’interesse più mirati, mediante una diversificazione dell’offerta e una diffusione sul territorio dei flussi. A tal proposito, l’archeologia è stata considerata quale potenzialità da valorizzare in un contesto che nasce attorno all’importante percorso della via Francigena, ma che vede nella villa romana di Aiano un punto d’attrazione turistico – oltre che scientifico e culturale – da sostenere. L’idea è, mediante fondi pubblici e privati (italiani ed europei), creare un parco archeologico sul sito, aperto e attrezzato, ma rispettoso del paesaggio, la valle del Foci. A questo obiettivo se ne aggiunge un secondo, ancor più ambizioso, che prevede di allestire, nelle rinnovate sale del Museo Archeologico di San Gimignano, quattro sale completamente dedicate alla villa d’Aiano. La cornice è il settecentesco ex convento di Santa Chiara ove, grazie a fondi regionali, la presentazione della ricerca ad Aiano avrà come obiettivo l’informazione/educazione del pubblico e il suo divertimento mediante un medium espositivo fondato sia sulla realtà aumentata sia sull’interazione tra materiali archeologici e arte contemporanea. Saranno infatti invitati artisti visivi a reinterpretare la villa e i suoi materiali secondo il linguaggio contemporaneo. Lo scopo del progetto è creare un dialogo e un ponte simbolico fra l’arte dell’antichità e quella della nostra epoca. Tramite la visione dell’artista contemporaneo sarà possibile avere una nuova chiave di lettura del sito archeologico. San Gimignano ha una tradizione importante in questo tipo di progettualità: infatti, fin dal 1994, ha presentato opere di artisti contemporanei pensate espressamente per dialogare con il patrimonio storico del sito Unesco. Grazie ai progetti "Affinità", curato da Giuliano Briganti e Luisa Laureati, e "Arte all’arte", nonché grazie all’Associazione Arte Continua, San Gimignano ospita oggi fra gli altri opere di Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Eliseo Mattiacci, Kiki Smith, Joseph Kosuth e Luisa Rabbia.



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