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Tipo:

Opere; decorazione parietale; Immagine fissa

Categoria:

Pittura

Autore:

Pippi Giulio detto Giulio Romano

Lo stemma della famiglia Gonzaga si trova al centro della fascia decorativa superiore dai colori vivaci della parete Sud. Come tutte le divise rappresentate in questa stanza, esso è affrescato all'interno di una finta cornice ovale color oro e rossiccio a baccelli a sua volta contenuta da un cartiglio ornato da grappoli d'uva ed impreziosito da risvolti dorati. Dal 1432 al 1530 i Gonzaga utilizzano, per citare il linguaggio araldico, lo scudo d'argento, alla croce patente di rosso, accantonata da quattro aquile spiegate di nero; sul tutto inquartato: nel primo e nel quarto di rosso al leone dalla coda biforcuta d'argento armato e lampassato d'oro, coronato dello stesso; nel secondo e nel terzo fasciato d'oro e di nero. Per argento si intende il colore bianco, che in questo caso costituisce lo sfondo dello stemma. La croce, di cui esistono almeno settanta varietà, è il primo elemento introdotto nell'emblematica gentilizia e i quattro rami di cui si compone sono proiettati verso i quattro punti cardinali, rappresentando l'umanità attratta da Cristo dalle quattro parti del mondo. Nel caso specifico si tratta di una croce patente. L'aquila araldica trasmette il significato di maestà, vittoria, potere sovrano, nobiltà di natali, valore, prudenza e gloria. L'aquila gonzaghesca, nera in campo d'argento, simboleggia il principe prudente e saggio che mette alla prova la fede dei suoi ministri. Il mediocre stato di conservazione odierno fa apparire le aquile di colore chiaro. Dal loro becco inoltre fuoriesce una lunga e sottile lingua rossa. Nel primo e nel quarto settore dello stemma centrale campeggiano, su fondo rosso, due leoni rampanti di colore bianco collarinati e coronati d'oro (colore giallo) e lampassati, ovvero con la lingua di colore diverso rispetto al corpo. Infatti in questo caso i leoni hanno la lingua di colore rosso. Nel secondo e nel terzo riquadro dello scudo si riconoscono gli stemmi originari della famiglia Gonzaga, fasciati d'oro e di nero, adottati fino al 1394. Dall'osservazione diretta e ravvicinata si è potuto stabilire che l'impresa è stata realizzata insieme a cornice e cartiglio in un'unica giornata. Sono emersi strani andamenti di giornate nella zona tra lo stemma ed il secondo putto da sinistra a causa della presenza di piccole fessure riempite di malta. L'osservazione diretta e ravvicinata ha consentito inoltre di notare la presenza di incisioni dirette lungo la linea verticale che divide in due parti il piccolo scudo al centro dello stemma; ha anche permesso di individuare tracce di doratura, in realtà poco leggibili poichè assai sbiadite, su alcuni risvolti del cartiglio contenente tale stemma, caratteristica riscontrata anche su altri risvolti dei cartigli delle imprese affrescate sulla parete Sud. Il mascherone sottostante raffigura un volto dall'espressione meravigliata e stupita che reca sul capo una fascia rossa sovrastata da una composizione vegetale di colore chiaro. Il mascherone è stato eseguito in una giornata a sè, in un momento successivo alla realizzazione del cartiglio e dei fiori di sinistra, e probabilmente anche in seguito ai racemi vegetali di destra.

Data di creazione:

1527 ca. - 1530 ante; sec. XVI, secondo quarto; 1527 - 1530

Soggetto:

decorazioni e ornati
Stemma gentilizio

Materia e tecnica:

affresco

Estensione:

altezza: cm 80

immagine

Indirizzo:

Museo Civico di Palazzo Te, Viale Te, 13 - Mantova (MN), Italia - proprietà Comune di Mantova

Data di modifica:

1950; 1983; 2009

Riferimenti

È riferito da: scheda ICCD OA: 0302128992-30

In: Complesso decorativo di Palazzo Te

Identificatore: work_6115



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