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Tipo:

Opere; scultura; Oggetto fisico

Categoria:

Opere d'arte visiva

Autore:

ambito umbro

La scultura, entrata in Galleria durante l'ultimo conflitto mondiale e non più risistemata in situ, proviene dalla Fontana Maggiore, sulla cui sommità, insieme al gruppo bronzeo femminile era stata posta almeno dal 1519-20 , come risulta dai documenti e dalla descrizione fatta da Vasari durante il suo primo soggiorno perugino. Sebbene il gruppo provenga dalla Fontana Maggiore di Perugia, si è rivelato estraneo a tale complesso. Motivi tecnici (cavità delle figure e del tubo centrale comunicanti) ed iconografici (le quattro figure come simbolo dei quattro fiumi primordiali, i grifoni e i leoni provenienti dal mondo orientale, etrusco e greco-romano) legano queste figure fantastiche all'elemento dell'acqua, ma fanno supporre una collocazione delle medesime, come congegno idraulico, in un luogo a parte rispetto alla Fontana. Tale ipotesi sembra rafforzata sia dal senso di rotazione imposto alle figure con le loro code attorcigliate al tubo centrale, con le teste ruotate e le ali semiaperte, sia dai fori progettati certamente prima del momento della fusione sulle teste degli animali. Le stesse zampe contribuiscono a creare un'idea di movimento, non essendo tutte poggiate a terra, ma quelle di destra sollevate. Proprio queste ultime hanno fatto supporre non tanto ad una posizione rampante delle medesime, quanto piuttosto alla mancanza di un elemento di sostegno sottostante, come dimostrerebbero i fori con resti di impiombatura sotto ai piedi di alcuni di essi (Santi, 1969, p.141). Ancora sostanzialmente sconosciuto rimane l'autore, che però rivela una notevole maestria nella tecnica di fusione e una derivazione da modelli stilistici d'oltralpe. Proprio sulla base di questi due elementi gran parte della critica più recente ha proposto il nome di Giovanni Pisano e della sua bottega, sebbene, in seguito al recente restauro, sia stata ipotizzata la presenza a Perugia nella seconda metà del XIV secolo di un maestro fonditore straniero, forse identificabile con quel Rubeus che firmò nel 1277 la tazza bronzea della Fontana Maggiore e l'architrave del portale centrale del Duomo di Orvieto. Un artista, che, erede della antica tradizione tedesca della fusione a cera persa, fece conoscere in Umbri a tale tecnica, creando una bottega formata anche da maestranze locali, capace di creare opere come quelle di Perugia e di Orvieto e in grado di coniugare il suo linguaggio con lo stile di altri grandi artisti come i Pisano e il Maitani (Angelucci, 1994, pp.75-77). Di recente è stata proposta la più cauta attribuzione ad un maestro locale operante nell'ultimo quarto del XIII secolo (P. Mercurelli Salari, 2005, pp.228-229).
Gruppo bronzo realizzato con fusione a cera persa, composto da quattro animali, due grifi e due leoni alternati, disposti intorno ad un grosso tubo centrale.

Data di creazione:

1280 - 1299, sec. XIII, ultimo quarto; 1280 - 1299

Soggetto:

Animali: Leoni. Animali fantastici: Grifi.

Materia e tecnica:

bronzo/ fusione

Estensione:

altezza: cm 52; larghezza: cm 66; profondita': cm 77

immagine

Indirizzo:

Palazzo dei Priori, Corso Vannucci 19 - 06100 Perugia, Perugia (PG) - esposto sala 1,inv. 1002 (1918)

Riferimenti

È riferito da: scheda iccd OA: 10-00017197

In: Galleria Nazionale dell'Umbria - Opere Esposte

Identificatore: work_16138

Diritti

Diritti: Comune di Perugia

Detentore dei diritti: proprietà Ente pubblico territoriale



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