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Tipo:

Opere; portale maggiore; Oggetto fisico

Categoria:

Opere d'arte visiva

Autore:

ambito Italia meridionale

La letteratura critica che si è occupata di Fossanova ha rivolto un'attenzione particolare al problema della datazione e delle maestranze alle quali attribuire il portale della chiesa. Oggi è ampiamente superata l'ipotesi che voleva il complesso abbaziale costruito senza interruzioni entro il 1208, anno di consacrazione della chiesa, a partire dalla facciata (A. Serafini, 1924, pp. 283-287). Studi successivi hanno infatti chiarito che entro quella data era in piedi soltanto il coro, con l'impostazione delle cappelle e del transetto, cui è seguita una lunga interruzione e un cambio di progetto (cfr. R. Wagner-Rieger, 1956-1957, II, p. 44). Il portale è in realtà frutto di un intervento successivo sulla facciata, come sembrerebbero confermare il diverso tipo di materiale lapideo con cui è stato realizzato e il colore, leggermente più scuro nel trattamento rispetto alla cortina muraria, con la quale crea un raffinato contrappunto cromatico. Abbellito da un architrave con decorazione a motivi geometrici e sormontato da un semirosone con colonnine a raggiera, per lungo tempo è stato attribuito alla famiglia romana dei Cosmati. L'ipotesi sostenuta, tra gli altri, da R. Ojetti (1884), A.L. Frothingham (1890), A. Serafini (1924), C. D'Onofrio-C. Pietrangeli (1969), è stata rimessa in discussione da studi più recenti, in particolare da Antonio Cadei (1980) e da Manuela Gianandrea (2010) che hanno proposto uno spostamento delle maestranze in ambito meridionale. Attraverso una lettura più attenta delle parti costitutive del portale, infatti, i due studiosi hanno rilevato la presenza di forme eterodosse rispetto alla tradizione dei marmorari romani. Cadei per primo ha suggerito il coinvolgimento di maestri campani soprattutto in relazione alla fattura dei capitelli corinzi, facendo notare come la peculiare strigilatura che li caratterizza nella parte alta ritorni anche in un capitello di S. Giovanni in Toro a Ravello, databile all'inizio del 1200. Confronti con esempi di scultura campana della prima metà del XIII secolo sono riportati anche dalla Gianandrea, che mostra come questo particolare figurativo sia assai diffuso nell'area in questione, trovando precedenti nei capitelli utilizzati nella cattedrale di Salerno e altrettanto importanti eredi nei capitelli dei castelli federiciani di Siracusa e Prato. Secondo la studiosa, inoltre, sono di impronta meridionale anche gli archetti del semirosone, caratterizzati da linee acute e intrecciate che richiamano le decorazioni del duomo di Monreale, del tiburio della cattedrale di Caserta Vecchia e del Chiostro del Paradiso di Amalfi. Del resto, parallelamente a Roma, nel corso del XII e XIII secolo anche in Campania erano fiorite botteghe specializzate nella lavorazione del mosaico e nella realizzazione di arredi liturgici cui va riconosciuta una propria autonomia. La posizione geografica di Fossanova nella viabilità dell'epoca e l'importante ruolo ricoperto in quegli anni dall'abbazia laziale "possono spiegare un certo eclettismo stilistico, con qualche apertura verso l'ambiente romano. Il cantiere di un complesso così importante come quello fossanoviano doveva presentarsi, per necessità, come ambiente vario e cosmopolita, con maestranze locali, che abbattevano i costi, artisti interni all'Ordine, che rinvigorivano il contatto con lo stile gotico-borgognone, e con botteghe operanti nelle fabbriche del Regnum" (M. Gianandrea, 2010). Nuove considerazioni sono state fatte anche sulla datazione e la committenza. Secondo Cadei (1980), che ne fissa la cronologia ai primi anni venti del Duecento, il portale fu eseguito per volontà di Federico II, ospite a Casamari nel 1222. Per lo studioso uno degli indizi della committenza federiciana si ritrova nella forma timpanata del portale quale richiamo alla sua natura imperiale e suggerisce, come termine di confronto, la monumentale porta d'ingresso di Castel del Monte, costruito dopo il 1240 e di cui Fossanova costituirebbe dunque un precedente. La tesi, in parte già presente in R. De Luca (1978), è accettata da G.M. De Rossi (2002) ed E. Parziale (2007). La Gianandrea, invece, propone di spostare la cronologia del portale di circa un decennio avanti, almeno durante gli anni trenta del Duecento, momento in cui fu messo in atto un piano di abbellimento del monastero, con interventi nella sala capitolare, nel refettorio, nell'edicola della fontana e nel braccio meridionale del chiostro, realizzati tra secondo e terzo quarto del XIII secolo e forse partiti proprio dal portale. A supporto della sua ipotesi un confronto stringente tra un capitello sulla facciata della chiesa, a destra del portale, che per caratteristiche formali e materiali appartiene allo stesso momento esecutivo di quest'ultimo, e alcuni capitelli di ambito federiciano, in particolare un capitello del salone di Castel Maniace a Siracusa, datato tra il 1232 e il 1239, entrambi con lo stesso decoro ad "alberello".
a sesto acuto, con strombatura scandita da tre colonnine per lato, sormontate da capitelli corinzi a foglie d'acanto stilizzate e terminanti in"crochets", alternati da mensoline ornate con motivi vegetali, che sorreggono tre archi concentrici profondamente modanati e collegati da "congés" variamente decorati; nella lunetta sovrastante il portale si dispone una decorazione ad archetti terminanti a petali e disposti a ventaglio su fascia ornata da mosaici geometrici.

Data di creazione:

1230 - 1240, sec. XIII; 1230 - 1240

Materia e tecnica:

pietra/ scultura; marmo/ intarsio/ mosaico

Estensione:

altezza: m 9.5; larghezza: m 7.73

immagine

Indirizzo:

Chiesa di S. Maria, via S. Tommaso d'Aquino, 1, FOSSANOVA, Priverno (LT) - facciata

Riferimenti

È riferito da: scheda iccd OA: 12-01221458-0

In: Scultura della chiesa

Identificatore: work_40494

Diritti

Diritti: Ministero per i beni e le attività culturali

Detentore dei diritti: proprietà Stato



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