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dipinto

Tipo:

Opere; dipinto; Oggetto fisico

Categoria:

Opere d'arte visiva

Il dipinto è stato acquistato sul mercato antiquario nel 1971, esercitando il diritto di prelazione, con un riferimento a Marcello Venusti, che, nella scheda ministeriale compilata nel 1977 dal Ciardi, veniva motivato sulla base delle affinità rilevabili con opere del comasco, quali la Resurrezione della Pinacoteca di Forlì e la Madonna col Bambino, nota solitamente come Il Silenzio, della National Gallery di Londra che nell'analoga versione di Lispsia è firmata e datata 1564. Più recentemente, in occasione della mostra Fiamminghi a Roma 1508-1608, Bert W. Meijer ha proposto di assegnare la tavola della Pinacoteca di Lucca ad un anonimo fiammingo, collocandone l'esecuzione intorno al 1570 (Meijer 1995, pp. 422-423). La disposizione dei personaggi riprende un cartone di Michelangelo, databile al secondo lustro degli anni cinquanta, che, dopo la morte del pittore avvenuta nel 1564, si trovava in possesso di Jacopo del Duca. Il nipote di Michelangelo, Lionardo Buonarroti, l'aveva in seguito offerto a Cosimo de' Medici e da allora il cartone è conservato a Firenze (Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, inv. 230 F). Michelangelo vi illustra due momenti del medesimo episodio del Vangelo (Luca 22, 39-46; Matteo 26, 36-46; Marco 14, 32-42): a sinistra appare Cristo assorto in preghiera, senza la consueta presenza dell'angelo recante un calice, mentre a destra rimprovera gli apostoli che si erano addormentati e li esorta alla preghiera. Sono rilevabili alcune differenze compositive tra le copie desunte dal cartone e conservate alla Galleria Doria Pamphilj, alla Galleria Corsini di Roma e a Lucca. In quest'ultima la distanza tra il gruppo degli apostoli e la figura di Cristo al centro, come pure tra questa e la sua ripetizione a sinistra è maggiore rispetto a quella riscontrabile nelle altre due opere. Inoltre, mentre nelle due versioni romane la scena si svolge di notte, aderendo al testo evangelico, a Lucca l'azione è ambientata in pieno giorno. Le tre tavole sono al momento attribuite a Marcello Venusti (1512/15-1579), artista conosciuto per le sue copie dai disegni di Michelangelo; ma solo la versione della Galleria Nazionale, secondo il Meijer, è prossima al suo stile. Nella tavola di Lucca in effetti i colori delle vesti corrispondono allo spirito che anima le interpretazioni di Michelangelo fornite dal Venusti. Ma oltre alle proporzioni meno armoniose del Cristo al centro, anche il paesaggio del dipinto lucchese denuncia la mano di un pittore fiammingo. Malgrado l'imitazione della natura, meno varia e meno virtuosa, la concezione generale e l'epoca di esecuzione si confanno alle interpretazioni paesaggistiche dello Spranger, come appaiono nella sua Conversione di San Paolo dell'Ambrosiana, dipinto collocabile all'inizio degli anni sessanta (Meijer 1995, pp. 422-423).

Data di creazione:

sec. XVI; 1570

Soggetto:

Cristo nell'orto degli Ulivi (copia da Michelangelo Buonarroti)
Personaggi: Cristo; apostoli. Paesaggi: montagne; case; alberi; steccati.

Materia e tecnica:

tavola/ pittura a olio

Estensione:

altezza: cm 44.7; larghezza: cm 60.5; altro: cm con cornice 66x82.5

immagine

Indirizzo:

Museo Nazionale di Palazzo Mansi, Palazzo Mansi, via Galli Tassi, Lucca (LU) - primo piano, Pinacoteca, Sala seconda, inv. 686

Riferimenti

È riferito da: Scheda OA: 09-00067728

In: Museo Nazionale di Palazzo Mansi

Identificatore: work_93346

Diritti

Detentore dei diritti: proprietà Stato, SBAPPSAE Lucca e Massa Carrara



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