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Tipo:

Soggetto produttore; Ente/Istituzione

Categoria:

Enti

San Gemine, di origine romana, sorse e si sviluppò accanto all'antica colonia di Carsulae. Divenne feudo barbarico ed in seguito passò sotto il dominio della Chiesa. Prese parte alle lotte tra papato e impero e, nel 1241, fu distrutto da Federico II. Combatté allora, al fianco delle comunità guelfe, contro le città limitrofe, ma nel 1244, fu sottomesso da Perugia. Passò, così, allo schieramento opposto insieme a Todi, Amelia, Narni, Spoleto, Terni; in tale contesto fu occupato dai ghibellini di Todi. Nel 1330, poi, fu riconsegnato alla Chiesa. In seguito, più volte minacciato dalla vicine città ghibelline, fu sempre salvato dall'intervento delle truppe pontificie. Nei primi decenni del XIV secolo la Comunità si dotò di uno statuto. Nel secolo XV iniziò la sua decadenza fino a che, nel 1527, venne quasi completamente distrutta dalle truppe imperiali. Nel 1530 papa Clemente VII la cedette in feudo ai fratelli Ferdinando e Giovanni Antonio Orsini. Il castello tornò quindi a rifiorire e, nel 1590, Sisto V lo elevò a rango di città. A questi anni di splendore ne seguirono altri di decadenza. Nel 1770 il territorio comunale fu ristretto, con la sottrazione del territorio di Poggio Azzuano e l'area demaniale di Carsulae. Nel 1814 San Gemine fu elevato a comune baronale. Nel motu proprio di papa Pio VII del 6 luglio 1816 sull'organizzazione dell'amministrazione pubblica, fu classificato, infatti, come luogo baronale appartenente al Governo distrettuale di Terni nell...

Data:

12000101 - 99991231; sec. XIII -

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Fonte dati

SAN - Sistema Archivistico Nazionale / pico_eac2015

Identificatore: oai:san.beniculturali.it:sogp12447



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