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Tipo:

Collezioni; Collezione

Categoria:

Opere d'arte visiva

Composta da oltre 415 oggetti. L'inventariazione eseguita dal Museo Poldi Pezzoli ha consentito di stabilire che alcuni pezzi, pubblicati nel catalogo del 1962, non sono più nella collezione e altri oggetti non sono stati pubblicati in quel catalogo. Gli oltre 415 pezzi sono in gran parte netsuke, cui si aggiungono alcune "parure" complete formate da netsuke, ojime e inro oppure una borsa da tabacco, e un paio di dozzine di ojime solitari. Un piccolo nucleo è costituito da oggetti di vario genere come statuette (sagemono) e portacarte, accomunati ai netsuke dall'uso di materiali analoghi e dalla lavorazione simile nel microintaglio.
Della raccolta di netsuke di Giacinto Ubaldo Lanfranchi esiste un catalogo a stampa - scarsamente diffuso e ormai fuori commercio - redatto dallo stesso collezionista e pubblicato nel 1962. Per questo motivo il Museo Poldi Pezzoli negli anni 2007-2008 ha realizzato, con il contributo di Regione Lombardia, la catalogazione dell'intera collezione all'interno del SIRBeC.
La collezione di netsuke creata dall'industriale di Palazzolo sull'Oglio Giacinto Ubaldo Lanfranchi è stata legata per testamento al Museo Poldi Pezzoli nel 2005 dalla vedova Maria Taglietti. Il netsuke è un oggetto tipico giapponese, caratterizzato da una funzionalità coniugata ad una spesso elevata qualità artistica. Si tratta di piccole sculture solitamente realizzate in avorio o legno - soprattutto di cipresso e bosso - ma a volte anche in osso, corno - anche di rinoceronte -, lacca, porcellana e metalli. Sebbene le sue origini vadano individuate in Cina in epoche anteriori, come strumento per legare alla cintura il proprio sigillo personale, l'inizio della sua diffusione in Giappone si può far risalire al XVII secolo insieme a contenitori legati alla cintura contenenti tabacco da fumo, monete, medicine, profumi e altri oggetti. Gli abiti tradizionali giapponesi (kimono) non sono dotati di tasche; era per ciò in uso di appendere alla cintura di seta (obi) dei contenitori (inro) legati con un cordoncino (himo) stretto da un anello (ojime) e sostenuto appunto, per evitare che scivolasse via, da un fermaglio, chiamato netsuke, piccolo e compatto, senza protuberanze che potessero impigliarsi nelle vesti. Progressivamente, a partire dalla seconda metà del Settecento, i netsuke si trasformano in sculture tridimensionali figurate e quindi in vere e proprie opere d'arte e, dopo l'adozione in Giappone degli abiti occidentali, persa la loro funzione, i netsuke continuano a essere prodotti come oggetti artistici per il mercato collezionistico. Dalla partecipazione del Giappone alle Esposizioni Universali di Parigi nel 1867 e di Vienna nel 1873, le arti e i manufatti giapponesi diventano di moda in occidente, e i netsuke iniziano a ricevere grande attenzione e interesse anche da parte dei collezionisti europei e americani. Sebbene il netsuke sia quasi sempre un'opera d'arte unica, per certi versi irripetibile, gli studi più recenti hanno permesso di risalire alle fonti iconografiche di alcuni soggetti più diffusi, rintracciabili tra le incisioni e in repertori utilizzati dagli stessi artigiani. La scelta dell'animale fantastico, per esempio, rimanda al significato apotropaico dei netsuke, oggetto a strettissimo contatto con le persona che lo sceglieva e che spesso ne sfregava la superficie. L'incredibile varietà dei temi rende la collezione qualcosa di unico. Con la pubblicazione del catalogo completo - pubblicato nel 1962 dalla tipografia Editrice Secomandi di Bergamo - il Lanfranchi volle rendere nota al pubblico, italiano ed internazionale, la sua collezione in un periodo in cui non vi erano ancora contributi di studio italiani sui netsuke. Il catalogo è infatti ricco di illustrazioni che, seppur in bianco e nero, costituiscono un generoso repertorio iconografico. Nel testo si affronta gran parte degli elementi utili per lo studio di questi oggetti: dall'analisi dei materiali alle iconografie più comuni esemplificate dai pezzi della collezione. L'autore poté contare sul confronto con studiosi internazionali e sui maggiori testi di riferimento allora disponibili. Nelle schede sono omessi però elementi oggi considerati fondamentali come le firme degli autori, apposte su gran parte dei pezzi; il Lanfranchi si premurò però di tradurre le iscrizioni, compilando anche un sintetico regesto degli artisti individuati.

Ambito geografico:

Museo Poldi Pezzoli, Via Manzoni,12 - Milano (MI) - proprietà privata

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Immagini di anteprima

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Riferimenti

È riferito da: scheda SIRBeC COL: COL-LMD20-0000003

Include: Fukusuke e un bacile con due pesci rossi
acrobata
Volpe travestita da Hyakuzosu
I Sette Dei della Fortuna (Shichifukujin) sulla Barca dei Tesori (Takarabune)
Due karako che giocano con una maschera
Serpente e teschio
Fukurokuju
Cacciatore di topi
Bambino con cane
Pescatrice
Contadino
Pescatrice
Olandese con bambino
Scaricatore di riso
Il braccio del demone Ibaraki
Rakan
Contadina
Busho e la tigre
Kintaro e la carpa
Shoki
Immortale con scimmia
Lire tra ciechi
Kan'u e Chohi
Due musicisti al guado
Ammaestratore di scimmie
L'immortale Gama e il rospo
Okame
Karasu-tengu che esce dall'uovo
Daruma
Daruma
Attore di No nel ruolo di Okina
Kuronbojin
Attore di No nel ruolo di Shojo
Olandese con due karako
Tanuki
Paesaggio con padiglioni e figure
Funghi
Shishi
Conchiglia
Pietà
Paesaggio roccioso con padiglioni
Polipo all'interno di una conchiglia
Shojo
Padiglione con figure all'interno di una conchiglia
Rakan
Cane
Ono no Komachi
Animale e pigna
Yoshitsune
Kappa con rana e foglia di loto
Portoghese
Tartaro
Sesshu
Maschera di Hannya
Tenaga
Benten
Maschera di Okina
Maschera di Usobuki
Hotei e karako
Hotei
Oguri Hangan
Donna sdraiata
Capra
Zucchina con vespa
Accendino
Pistola
Cinghiale su un giaciglio di foglie autunnali
Utensili per la cerimonia del the
Serpente e rospo
Tre kaki
Tigre su bambù
Crisantemo
Due rospi
Gallo su tamburo
Gru
Sei zucche
Zucca e melanzana
Drago tra nuvole e onde
Cane selvatico
Scimmia
Scimmia
Radice con due granchi
Donna che si pettina i capelli
Tenaga e Ashinaga
Completo da scrittura con calamaio e pennello
Cavallo che pascola
Cinghiale
Hotei e un karako giocano al ban-sugoroku nel sacco
L'immortale Tobosaku
Scheletro con mokugyo
Poesie
Peperoncino
Scoiattolo e lepre
Bue
Bue
La danza della volpe
Maschere dei Sette Dei della Fortuna
Ono no Tofu
Tadamori e abura bozu
Momotaro sconfigge il demone

È incluso da: Museo Poldi Pezzoli

Fonte dati

MuseiD-Italia / Collezione di netsuke di Giacinto Ubaldo Lanfranchi del Museo Poldi Pezzoli - collezione - secc. XVI/ XX

Identificatore: coll_36



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