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Tipo:

Collezioni; Collezione

Autore:

Giulio Romano

Il corpo principale della villa comprende al piano terra una quarantina di ambienti destinati agli appartamenti signorili e al piano superiore una ventina di stanze originariamente di servizio che ora ospitano l'esposizione delle collezioni civiche. Al corpo principale si affiancano poi altri nuclei costruttivi: l'Appartamento del Giardino Segreto, le stalle, le fruttiere, gli edifici destinati in origine ad ospitare la cappella e le macchine idrauliche per alimentare le fontane e i giochi d'acqua dei giardini, e le abitazioni dei giardinieri. Solo parte del complesso conserva le originali decorazioni, gli ambienti decorati più importanti si concentrano in due nuclei fondamentali: al piano terra dell'edificio principale che ospita l'Appartamento delle Metamorfosi nell'ala settentrionale, la Loggia bipartita delle Muse di collegamento al Cortile d'Onore e all'Appartamento di Federico II Gonzaga nell'ala nord-orientale e l'Appartamento di rappresentanza nell'ala sud-orientale, a cui si aggiungono gli ambienti ridecorati in epoca napoleonica nell'ala meridionale. All'edificio principale si affianca inoltre il piccolo complesso dell'Appartamento del Giardino Segreto posto oltre il Giardino dell'Esedra. Caratteristica fondamentale delle tecniche costruttive e decorative del palazzo appare l'uso, con poche significative eccezioni, di materiali poveri facilmente reperibili nel territorio mantovano, abilmente utilizzati a fingere materie più nobili e preziose. Così il palazzo, che appare interamente costruito con conci di pietra, in realtà è edificato in mattoni intonacati a fingere un bugnato rustico; le stesse colonne, apparentemente in marmo, sono realizzate con mattoni e poi intonacate. Negli interni la decorazione è affidata prevalentemente alla pittura ad affresco che, accanto alle scene figurate, imita elementi architettonici quali trabeazioni, cornicioni, portali e specchiature in finti marmi policromi. Gli affreschi si combinano, in un armonioso insieme compositivo, con stucchi di raffinata fattura ad imitazione del marmo. Le sole eccezioni sono rappresentate dalla presenza, soprattutto negli spazi riservati dell'Appartamento di Federico II, di marmi pregiati utilizzati nei portali e nei camini. L'abilità di Giulio Romano, artefice unico e geniale del complesso, è stata quella di saper combinare insieme in modo eccentrico, provocatorio e inaspettato materiali poveri e preziose dorature, elementi architettonici classici con soluzioni compositive volutamente dissonanti, utilizzando in modo abilmente trasgressivo il repertorio di soluzioni tecniche e formali della tradizione classica per creare qualcosa di assolutamente nuovo che l'Aretino definì significativamente come "modernamente antico e anticamente moderno".
A partire dal 2006, la Direzione del Museo in collaborazione e con il contributo finanziario di Regione Lombardia, ha dato vita alla schedatura sistematica, nell'ambito dei progetti di schedatura SIRBeC, dei complessi decorativi della villa giuliesca con l'obiettivo di registrare, accanto ai tradizionali elementi di carattere storico-artistico ed iconografico, anche tutte le caratteristiche di esecuzione delle singole decorazioni. Per quanto riguarda le decorazioni ad affresco, ad esempio, si è riservata un'attenzione particolare all'individuazione delle tecniche di riporto del disegno su muro, quali lo spolvero, l'uso di cartoni, l'utilizzo di incisioni. La schedatura per ora ha riguardato la sola ala settentrionale dell'edificio principale comprendente l'Appartamento delle Metamorfosi, la Loggia delle Muse, e i primi due ambienti dell'Appartamento di Federico II Gonzaga.
Anticamente situato su un'isola collegata alla città di Mantova, Palazzo Te è uno dei più straordinari esempi di villa rinascimentale suburbana. Il nome deriva dal toponimo, attestato già in epoca medioevale, di una località posta a meridione della città, poco lontano dalle mura. L'intero complesso, edificato e decorato tra il 1525 e il 1535, fu ideato e realizzato da Giulio Romano per Federico II Gonzaga come luogo destinato all'ozio e a fastosi ricevimenti. Giulio Romano ideò non solo la composizione spaziale e architettonica dell'edificio, ma anche gli splendidi cicli decorativi, i fregi, i camini, i soffitti , i pavimenti, curando ogni singolo dettaglio per poi affidarne l'esecuzione a una serie di qualificati collaboratori. In origine il palazzo era anche dipinto esternamente, ma i colori sono scomparsi e le pitture sono visibili solo negli affreschi delle preziose stanze interne. Le pareti, oltre ad essere ornate dagli affreschi, erano un tempo arricchite da tendaggi e applicazioni di cuoio dorate e argentate, mentre le porte erano realizzate con bronzi e legni intarsiati e i camini, in gran parte ancora presenti, erano costituiti di marmi nobili. Gli ambienti monumentali si trovano tutti al pianterreno. L'Appartamento delle Metamorfosi è composto da tre ambienti affrescati. La Camera di Ovidio, rettangolare e di piccole dimensioni coperta da un soffitto ligneo a cassettoni, presenta una decorazione ad affresco in due fasce sovrapposte con pannelli imitanti antichi marmi colorati e un'alternanza di scene figurate e paesaggi sorretti da un'intelaiatura architettonica, di derivazione pompeiana. Il soggetto delle scene è mitologico e alcune in particolare derivano dalle "Metamorfosi" di Ovidio. Nella Camera delle Imprese sono rappresentate sedici imprese della famiglia Gonzaga, di cui quindici affrescate lungo le quattro pareti della camera e una, quella della Salamandra, realizzata in stucco sulla cappa del camino. L'impresa è un emblema costituito da un'immagine - corpo- spesso accompagnata da un motto - anima- in lingua straniera. Lla Camera del Sole e della Luna presenta, nello scomparto centrale del soffitto, un affresco con i carri del Sole e della Luna guidati da Apollo e Diana attribuito, insieme alla decorazione della volta, a Francesco Primaticcio, uno dei più valenti collaboratori di Giulio Romano. La Loggia delle Muse è caratterizzata da una ricca decorazione plastico-pittorica di derivazione classica allusiva all'amore del principe per le arti, soprattutto la musica e la poesia. L'Appartamento di Federico II Gonzaga è costituito da quattro stanze. La Sala dei Cavalli è l'unica con impianto architettonico dipinto con paraste corinzie binate che scandiscono una successione di riquadri raffiguranti episodi delle fatiche di Ercole e finte nicchie con busti e statue di divinità olimpiche. Protagonisti della decorazione sono i sei destrieri, dipinti quasi al naturale sullo sfondo di aperture di paesaggio, due dei quali sono ancora accompagnati dal relativo nome iscritto sul basamento tra gli zoccoli. La Camera di Amore e Psiche è illustrata da numerosi episodi della ispirati alla narrazione di Apuleio. La storia di Amore e Psiche è narrata nella volta, suddivisa in comparti dipinti a olio e incorniciati da stucchi dorati, e nelle lunette. Per la ricchezza delle decorazioni, la varietà dei soggetti raffigurati e la diversità di tecniche a materiali utilizzati l'ambiente è il più sontuoso del palazzo. La decorazione si data tra il 1526 e il 1528 circa, durante la prima fase dei lavori della villa. Nella Camera dei Giganti è raffigurata la loro crudele punizione per aver voluto scalare l'Olimpo e attentare al trono di Giove. In un luogo appartato del complesso, oltre un vasto giardino che si apre verso est, si trova l'Appartamento del Giardino Segreto, detto anche della Grotta, luogo privato di contemplazione e di riposo, ornato da dipinti e rilievi allusivi alla cultura e alle virtù del mondo classico.

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Indirizzo:

Museo Civico di Palazzo Te - Mantova (MN), Italia

Identificatore:

coll_81

Riferimenti

È riferito da: scheda SIRBeC COL: COL-LMD20-0000023

In: Museo di Palazzo Te



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