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dipinto

Tipo:

Opere; dipinto; Oggetto fisico

Categoria:

Opere d'arte visiva

Autore:

Membrini Michelangelo di Pietroattribuito

L'infelice stato di conservazione di quest'opera non impedisce di leggervi una delle eleganti realizzazioni del Membrini, forse il massimo pittore lucchese a cavaliere fra XV e XVI secolo. L'opera già nel 1843 era rovinata (cfr. Mazzarosa 1843) ed era da tempo riferita al Perugino, sicuramente per i suoi caratteri stilistici che possono solo in parte rimandare al pittore umbro. Ad una lettura di questo tipo il dipinto si è sempre prestato. Le Ross/ Erichsen (1912) parlavano infatti di un 'imitatore di Francesco Francia' con ricordi di Perugino nel paesaggio mentre Campetti (1909) catalogava l'opera come Ludovico Brea. All'ambito di Perugino fa addirittura riferimento la scheda di Restauro del 1966 quando già Ragghianti (1955) aveva restituito la tavola al suo Maestro dei Guinigi, vale a dire il Maestro del Tondo Lathrop oggi appunto identificato in Michelangelo di Pietro Membrini. I caratteri stilistici del Membrini sono presenti anche in questo dipinto, nella palese mediazione fra le suggestioni della pittura di Filippino Lippi (il cui ricordo affiora nei santi laterali) e l'aggiornamento in direzione fiorentina, con probabili riflessioni su Piero di Cosimo, Lorenzo di Credi (soprattutto nell'impianto) e forse sull'ultimo Cosimo Rosselli, per quanto il lucchese riesca sempre a mantenersi su livelli qualitativi superiori al fiorentino. Non doveva inoltre mancare al dipinto la peculiare visione analitica cara al Membrini che risulta uno dei più acuti ricettori della pittura fiamminga a Lucca. Lo testimonia la superba resa del volto di San Girolamo e del Leone ai suoi piedi. La datazione della tavola agli inizi del '500, più che motivata dalla supposta ripartizione a trittico del fondo (piuttosto derivante da modelli fiorentini quali quelli del Credi o del Mainardi), dovrebbe trovare conforto dalla ancora non ben evidente presenza, nel dipinto, di elementi aspertiniani che compariranno proprio in questi anni a seguito del passaggio a Lucca di Aspertini. Se confrontiamo infatti la tavola col tondo Lathrop, databile agli ultimi anni del '400, vedremo come il pittore abbia qua superato i ricordi ghirlandaieschi. La tavola sembra particolarmente vicina ad uno dei capolavori del Membrini, il Sant'Antonio fra Quattro Santi visibile nella chiesa di San Pietro Somaldi a Lucca. L'opera, come la nostra, muove da presupposti filippineschi in direzione di uno straordinario e precocissimo aggiornamento su quanto in quegli anni avveniva a Firenze, sortendo pertanto la suggestione di una pittura atmosferica, pervasa da una luce più calda e avvolgente, che unifica le figure al paesaggio, diversa dunque dalle opere precedenti del pittore, maggiormente caratterizzate da colori smaltati e cromie decise.

Data di creazione:

sec. XVI; 1500 - 1510

Soggetto:

MADONNA CON BAMBINO TRA SANTI
Personaggi: Madonna; Gesù Bambino; Santo Stefano; San Girolamo. Attributi: (Santo Stefano) abito da diacono; palma del martirio. Attributi: (San Girolamo) libro; leone. Animali: leone. Abbigliamento: manto; velo; vesti. Abbigliamento religioso: stola con croce. Oggetti: trono. Elementi architettonici: arcate decorate a grottesche. Vedute: montagne; cielo all'alba; cielo al tramonto.

Materia e tecnica:

tavola/ pittura a olio

Estensione:

altezza: cm 162; larghezza: cm 130.5; altro: cm largh. oscillante fra 130 ca. (base) e 130.5 (metà); altro: cm 2.9

immagine

Indirizzo:

Museo Nazionale di Villa Guinigi, Villa Guinigi, Lucca (LU) - sala XIII, inv. 42 (1970)

Riferimenti

È riferito da: Scheda ICCD OA: 09-00523903

In: Museo Nazionale di Villa Guinigi

Identificatore: work_93669

Diritti

Detentore dei diritti: proprietà Ente pubblico territoriale, Comune di Lucca



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