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Tipo:

Opere; rilievo; Oggetto fisico

Categoria:

Opere d'arte visiva

Autore:

Gaffuri Bernardino (/ 1606)

La prospettiva della Piazza della Signoria fu eseguita dall’intagliatore milanese Bernardino Gaffuri, figlio gel Giorgio Gaffuri che lavorava nel Casino di San Marco dal 1575. Il contratto con l’intagliatore (per scudi 150) data 12 luglio 1599 (Heikamp, 1963, doc. 46). Come modello il Gaffuri usò l’anonima incisione in legno della piazza, pubblicata nel 1583 (Heikamp, 1963, fig. 48). Il rilievo d’oro, rappresentando la statua equestre di Cosimo I di Giambologna accanto alle sculture davanti a Palazzo Vecchio, fu fatta da Jacopo Biliverti, come risulta dal conto del 1 dicembre 1600 (Fock, 1974, p. 176). Il rilievo era destinato allo studiolo nella Tribuna, eseguito per il Granduca Ferdinando I fra il 1593 e il 1602. Nel 1780 lo studiolo intero era stato mandato nel R. Gabinetto di Fisica (Filza, Soprintendenza, XIII, del 1780, ins. 123), mentre nel 1805 era già smantellato e l’ovale si trovava nel tesoro della Guardaroba Generale in Palazzo Vecchio, insieme ai due rilievi nn. 821 e 822, in oro del tempietto (v. A. S. F., Revisioni e Sindacati 70, n. 64). Il 27 settembre 1823 fu con loro riportato in Galleria (vedi Giornale 1784, p. 214).
L'ovato raffigura la Piazza Granducale (oggi Piazza della Signoria) dominata dal monumento equestre a Cosimo I di Giambologna, magistralmente eseguito in lamina d'oro stampata e cesellata. Con la stessa tecnica sono realizzate anche le riproduzioni della Fontana di Nettuno dell'Ammannati, il Marzocco di Donatello, il David di Michelangelo e l'Ercole e Caco del Bandinelli allineate davanti a Palazzo Vecchio. L'edificio, come gli altri prospicienti la piazza, è reso con argento miniato e inciso; la stessa tecnica, ma con oro macinato, è stata utilizzata per le piccole figure che si affacciano dalle finestre o escono dai portali e per i gruppi scultorei del Perseo di Benvenuto Cellini e del Ratto delle Sabine di Giambologna sotto le due arcate più esterne della Loggia dei Lanzi. Queste parti miniate sono protette da sottilissime lastrine di cristallo di rocca, fissate sul fondo mediante i cornicioni in oro delle architetture. Completa l'insieme lo sfondo di cielo in lapislazzuli e la mirabile pavimentazione a commesso in forte scorcio prospettico, formata da riquadri in corniola ed eliotropio filettati in oro. La placca è montata in una semplice cornice modanata in bronzo dorato.

Estensione:

altezza: cm 18; larghezza: cm 25.5

Materia e tecnica:

pietra/ intarsio; oro; metallo/ doratura

Data di creazione:

1575 - 1599, sec. XVI, ultimo quarto; 1575 - 1599

Ambito geografico:

Palazzo Pitti, P.zza Pitti, 1, Firenze (FI),inv. Inv. Gemme n. 823 (1921)

immagine

Immagini di anteprima

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Riferimenti

È riferito da: scheda iccd OA: 09-00129721

È incluso da: Capolavori del Museo degli Argenti

Fonte dati

MuseiD-Italia / Palazzo Pitti

Identificatore: work_64192

Diritti

Diritti: Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Detentore dei diritti: proprietà Stato



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