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Tipo:

Opere; cassettone di soffitto QUADRATO; Oggetto fisico

Categoria:

Elementi architettonici e decorativi

Autore:

Pippi Giulio detto Giulio Romano

Il cassettone quadrato si impone, all'interno del ricco disegno decorativo del soffitto, come l'elemento visivamente più rilevante, grazie alle dimensioni maggiori rispetto alle altre partizioni e grazie alla ricca cromia degli elementi che lo compongono, basata sull'alternanza di oro, rosso e azzurro. Al suo interno campiscono un rosone oppure un'impresa del Monte Olimpo: tali elementi presentano dimensioni decisamente maggiori rispetto agli altri soggetti intagliati e dorati del soffitto - salamandre (o ramarri) e rosette - i quali assolvono alla funzione di controcanto decorativo, esaltando la centralità e l'importanza di rosoni e Monti Olimpo. Ogni impresa olimpica è realizzata per rimesso, ossia mediante sovrapposizione di due sagome di pioppo unite tra loro da perni lignei e al soffitto da chiodi metallici; la doratura di Monti Olimpi e rosoni, oggi ampiamente reintegrata, è stata eseguita a foglia. L'impresa federiciana dell'Olimpo presenta la consueta ara alla sommità, sulla cui fronte compare l'immagine di un tronchetto nodoso; ogni Olimpo è attorniato da un nastro ligneo dipinto. Il rosone, costituito da tre giri di corolle, è interamente dorato e fissato all'assito mediante perno centrale (ligneo?). Le cornici del cassettone, semplicemente dorate oppure dipinte (la doratura è stata realizzata, in questo caso, a polvere; la pittura a tempera) scandiscono i livelli di profondità, ripetendosi identiche sia nel caso dei cassettoni con rosoni che ospitanti i Monti Olimpo. Dall'esterno verso l'interno si individuano: sul lato interno del lacunare un motivo dipinto a onde; a seguire, una cornice dorata a fuseruole, un motivo dipinto a fiorami, un'ampia fascia dipinta con motivo a meandro in oro su fondo rosso delimitata da semplici cornici dorate; sul lato interno del vero e proprio lacunare ospitante il rosone o l'Olimpo è dipinto un motivo a dentelli, seguito da una cornice dorata a fuseruole e, infine, da un motivo dipinto a ovoli. Morbidezze di tipo naturale o fitomorfo e spigolosità geometriche si alternano, dunque, nella ricca successione delle cornici, riprendendo con fedeltà le tipologie di decorazione plastico-architettonica visibili in altre parti del palazzo: si vedano, ad esempio, la fascia a meandro corrente circa a metà altezza dei prospetti della villa o il cornicione in stucco all'imposta degli affreschi parietali della Camera di Psiche, le cui cornici componenti sono facilmente accostabili, grazie ai motivi dell'onda, dell'ovolo, del fiore, alle partizioni lignee del cassettone in esame. La documentazione inerente le attività dell'Accademia di Belle Arti in Palazzo Te negli ultimi decenni del XVIII secolo fornisce alcuni elementi circa lo stato di conservazione del soffitto: in una distinta dei lavori da compiere a palazzo del 26 giugno 1790 Paolo Pozzo riferisce che il "plaffone", cioè il soffitto, della Sala dei Cavalli è "fracido in vari siti" e che sono necessarie "n. 8 rose di carta pista" (cfr. Artoni, Marocchi 2009, pp. 152-153). Quest'ultima nota potrebbe riferirsi alla ipotizzata sostituzione dei rosoni intagliati, ma non è escluso che l'appunto sia da leggere in relazione alle rosette perimetrali. Solo all'inizio del terzo decennio del Novecento il soffitto è sottoposto a restauro da Dante Berzuini che, in particolare, procede alla riapplicazione del monte Olimpo nel lacunare centrale, crollato a seguito dello scoppio di una polveriera, e alla doratura di nove rosoni. Sulle parti dipinte del cassettone non sono state individuate tracce evidenti di riporto del disegno: tuttavia, grazie a quanto rilevato su altre cornici del soffitto, è ipotizzabile il ricorso all'incisione (forse diretta) per il disegno geometrico e allo spolvero o allo stampo per i motivi fitomorfi.

Soggetto:

decorazioni e ornati
Motivi decorativi

Estensione:

altezza: cm 190; profondita': cm 50

Materia e tecnica:

legno di abete

Data:

1525

Data di creazione:

1526 ca. - 1528 ca.; sec. XVI, secondo quarto; 1526 - 1528

Data di modifica:

1921; 1990; 1998

Ambito geografico:

Museo Civico di Palazzo Te, Viale Te, 13 - Mantova (MN), Italia - proprietà Comune di Mantova

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Condizioni d'uso della risorsa digitale:
Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale
Quest'opera di MetsTeca è distribuita con Licenza Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale.

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Riferimenti

È riferito da: scheda ICCD OA: 0302128998-1

È incluso da: Complesso decorativo di Palazzo Te

Fonte dati

MuseiD-Italia / Giulio Romano - Complesso decorativo di Palazzo Te - collezione

Identificatore: work_6446

Diritti

Condizioni d’uso del metadato: Pubblico dominio



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