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Tipo:

Opere; apparecchio fotografico a sviluppo rapido, a soffietto, a controllo manuale; Oggetto fisico

Categoria:

Strumenti scientifici

Autore:

Polaroid Corporation

Il supporto iniziale delle pellicole Polaroid a sviluppo istantaneo venne brevettato e registrato nel 1929 (Brevetto 1918848) dalla Polaroid Corporation e sviluppato successivamente nel 1932 da Edwin H. Land. La prima fotocamera a sviluppo istantaneo risale al 1947, anno in cui Edwin Land presentò la Polaroid Instant Camera all'Optical Society of America. Fino al 1963 erano possibili solo stampe in b/n, da quella data divennero disponibili anche stampe istantanee (circa 60 secondi) a colori. Se le prime fotocamere istantanee erano pesanti e ingombranti, solo per immagini in b/n e con problemi di stabilità nel tempo, ben presto divennero più leggere, più semplici da usare e con minori problemi di stabilità e di inquinamento (le prime fotocamere istantanee producevano un negativo da buttare al momento poi si introdusse l'uso di caricatori contenenti più pellicole). Nel 1972 la Polaroid introdusse sul mercato la prima reflex monoculare a sviluppo rapido con batteria incorporata nel caricatore. Dal 1985 anche la Kodak cominciò a produrre apparecchi a sviluppo istantaneo e gli affari della Polaroid iniziarono ad andare male. La polaroid fece causa alla Kodak, vincendo. La Kodak dovette ritirare dal mercato i suoi apparecchi a sviluppo rapido. Dal febbraio 2008 le pellicole Polaroid a sviluppo istantaneo non vengono più prodotte. Oggi le fotocamere a sviluppo istantaneo Polaroid sono state sotituite dalle nuove Zink che contengono una piccolissima stampante a colori che opera su una carta fotografica particolare, fatta di pigmenti critallini che si colorano grazie a un processo termico. In tutti i modelli Automatic Land Camera, prodotti dal 1963 al 1977 con i modelli da Automatic Land Camera 100 a Automatic Land Camera 450, sono presenti caratteristiche comuni: soffietto pieghevole, esposizione automatica con fotometro esterno "Electric Eye", pellicole Polaroid packfilm serie 100. Tutti gli apparecchi produocno stampe 7,3 x 9,5 cm. Per quanto rguarda invece la qualità degli apparecchi, a seconda del modello può essere molto differente: si passa da lenti in plastica a tripletti in vetro, da mirino rigido a mirino accoppiato Zeiss Ikon, ecc. I modelli più costosi producono immagini di ottima qualità. Il modello 320 era il modello economico della linea 300 con obiettivo a due lenti. Questo apparecchio fotografico era stato acquistato per il "Centro di Fisica Sperimentale" del Museo e veniva utilizzato con la lavagna con rotaia a cuscino d'aria. L'idea del Centro di Fisica nacque contestualmente alla nascita del Museo: l'allestimento prevedeva una sezione di Fisica con scopi didattici che contenesse esperimenti in atto, a disposizione permanente del visitatore. Ma la visione di un evento all'interno di una vetrina non era sufficiente: iniziò così la raccolta di strumenti ed accessori moderni per realizzare esperimenti che potessero essere effettuati direttamente dall'utente. I corsi di aggiornamento dei professori, inizialmente della durata di sei giorni, divennero ben presto di dieci/quindici giorni e comprendevano: un gruppo di conferenze tenute da professori universitari o esperti qualificati, lezioni sperimentali, esercitazioni individuali o in piccoli gruppi, lezioni a livello secondario tenute dagli stessi partecipanti, proiezioni di materiale sul tema, visite d'istruzione. Fin dall'inizio molte scuole cominciarono ad affluire al centro di Fisica con i loro studenti per assistere a lezioni sperimentali. Il Centro di Fisica, fiore all'occhiello del Museo, è rimasto in funzione fino al 1984.

Soggetto:

industria, manifattura, artigianato

Estensione:

altezza: cm 15; larghezza: cm 19.5

Materia e tecnica:

metallo

Data di creazione:

1969 ca. - 1970 ca.; sec. XX; 1969 - 1970

Ambito geografico:

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci", Via San Vittore, 21 - Milano (MI), Italia, inv. 13040 (1953-) - proprietà privata



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